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Nasce l’Associazione Andrea Lupo Onlus. “L’umanità oltre la cura”

“L’umanità oltre la cura”

Quando ho conosciuto, seppur solo virtualmente Cristina, ho provato per lei un profondo affetto.

Donna e madre splendida, brillante, dolce, colta e divertente, ha immediatamente conquistato me e tanti altri amici, in un momento storico particolare, in cui, in molti italo-venezuelani, ci ritrovavamo su Facebook a combattere la nostra battaglia mediatica pro-Venezuela.

Ci sono persone con cui nella vita ci si sfiora appena, ce ne sono altre con cui, chissà perché, si entra immediatamente in sintonia, sentendo per loro qualcosa di molto profondo, in pochissimo tempo.

La nostra amicizia virtuale, di pari passo a quella con Odilia, Cono e tanti altri amici venezuelani, cresceva giorno dopo giorno, tra riflessioni nostalgiche, discussioni animate e il forte desiderio di tornare un giorno a mettere piede nel nostro amatissimo Venezuela.

Di pari passo a tutto questo, inevitabilmente, ognuno di noi, tra un like e un commento, iniziava ad aprirsi agli altri: qualche racconto personale, qualche confidenza, qualche foto rubata dall’album dei ricordi.

In una crescente, sincera, condivisione e apertura reciproca.

Così, anche senza averli conosciuti personalmente, mi sentivo vicina a tanti di loro: Claudio, il fratello di Paula; i genitori di Cono; la mamma ed il fratello di Odilia; la figlia di Valderis; Federica e Andrea, i figli di Cristina.

Potrei continuare per ore.

Lo so che sembra strano, ma ci si lega anche nel web.

Ci si affeziona sinceramente ai nostri amici e alle loro famiglie.

Mentre seguivo direttamente e indirettamente le vite e gli avvenimenti di ognuno di loro, sapere della malattia di Andrea, il figlio di Cristina, è stata l’ennesima coltellata al cuore in anni, già di loro, non proprio sereni.

Avevo sentito tanto parlare di lui, arrivando ad ammirarlo sinceramente.

Andrea non sapeva neppure che io esistessi, mentre io, di lui, sapevo già moltissime cose.

Sapevo che amava il tennis, sua madre, sua sorella Federica (mamma di gemelli come me).

Sapevo che adorava quanto tutti noi il Venezuela, la musica, il suo lavoro.

Sapevo che aveva dei grandissimi e dolci occhi buoni.


Lo avevo visto in tante foto da bambino, sulle spiagge del nostro adorato Venezuela, insieme a Federica e a Cristina. Lo avevo visto già grandicello giocare a tennis, con camice e mascherina in alcune foto scattate al lavoro, così come su alcuni articoli di giornale che lo descrivevano come un medico davvero in gamba.

Oltre a un uomo molto apprezzato ed amato, è stato un medico eccezionale, un noto Anestesista e Rianimatore dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, capace anche di innescare importanti cambiamenti nel suo mondo.

Andrea, per esempio, teneva molto alle relazioni tra medico e paziente, all’empatia, alle cure dell’anima, oltre a quelle prettamente sanitarie. Aveva in mente grandi cose e le avrebbe sicuramente realizzate tutte, se solo non ci avesse lasciati lo scorso anno, ancora giovanissimo.

Avrei voluto conoscerlo! Sono certa che lo avrei trovato ancora più speciale di quanto io non lo consideri già.

Qualche anno fa collaboravo assiduamente con un’Associazione no profit che si chiama Attivecomeprima.

Li continuo a seguire da lontano anche se, purtroppo, avendo io sempre meno tempo, con meno costanza di allora.

In associazione, oltre alla meravigliosa Ada Burrone, fondatrice di Attivecomeprima oltre 40 anni fa, oggi purtroppo scomparsa, ho avuto il grande piacere di incontrare personalità diverse e illuminate.

Come per esempio Stefano Gastaldi, psicologo, psicoterapeuta e ricercatore sociale, autore di diversi testi, tra cui “terapia degli affetti”.

Ho immediatamente pensato a quel libro, che tempo prima avevo letto e trovato incredibilmente bello, quando, attraverso Maria Cristina e i suoi racconti, ho iniziato a conoscere meglio Andrea, anche in qualità di medico.

“Terapia degli Affetti” è un testo nato dall’incontro tra Ada Burrone e Franco Fornari, psicoanalista di fama mondiale, che insieme hanno compiuto un tratto di strada fecondo di idee, sull’aiuto che si può dare a chi vive l’esperienza della malattia.

Andrea, con i suoi sogni, andava proprio in quella direzione!

Da anestesista rianimatore, con la vita e la morte aveva a che fare ogni singolo giorno.

E proprio per questo motivo sapeva bene quanto fosse importante per chi soffre e sta male, sentire prima di tutto umanità e comprensione intorno a sé.

(Foto: RiminiTODAY)

Nasce a Rimini l’Associazione Andrea Lupo Onlus. “L’umanità oltre la cura”.

Scomparso Andrea, un gruppo di colleghi e amici hanno deciso di creare un’associazione a suo nome, per ricordarlo, ma anche per portare avanti le sue idee e per concretizzare quelli che erano i suoi desideri ed il cammino da lui intrapreso.

Andrea, infatti, sognava che venisse istituito un laboratorio di follow-up, attraverso il quale continuare ad offrire cure, visite periodiche e sostegno a tutti i pazienti dimessi dalla terapia intensiva.

La stessa cosa che esiste, per esempio, per i piccoli pazienti della Terapia Intensiva Neonatale (Giulia e Vittoria hanno tuttora diritto di usufruirne in quanto ex pazienti della tin).

La terapia intensiva è un momento molto delicato della vita di un paziente.

Spesso lascia tracce profonde anche a livello psicologico.

Lasciare completamente allo sbando dopo le dimissioni un paziente, può di molto complicare il suo stesso quadro clinico.

Per questo motivo, tra le prime attività previste dall’Associazione Andrea Lupo Onlus, vi sarà proprio quella di raccogliere fondi da destinare alla formazione di personale medico ed infermieristico che possa operare proprio nel contesto delle cure dell’urgenza e dell’emergenza, con particolare attenzione al rapporto tra medico e paziente.

“L’accesso a questo servizio consentirà al paziente di ottenere informazioni sulla malattia che l’ha condotto in rianimazione e sui trattamenti cui è stato sottoposto di cui spesso non può avere memoria. Un’opportunità per domande e discussione per poi eventualmente indirizzare il paziente verso gli opportuni specialisti evitando, in tal modo, una possibile sensazione di abbandono”
(Dott.ssa Francesca Facondini socio fondatore della Onlus).

Sarà proprio l’umanizzazione delle cure il tema principale su cui ruoterà l’attività prevalente dell’associazione.

Aspetti sui quali il Dottor Andrea Lupo stava lavorando con grande passione e notevoli risultati per la realtà sanitaria e sociale locale.

Tra i primi obiettivi del 2017 sarà quindi prevista la creazione all’interno dell’Ospedale Infermi di Rimini di un modello avanzato di assistenza per i pazienti dimessi dal Reparto di Terapia Intensiva, come quelli già esistenti in alcuni paesi del nord Europa.

Il primo momento pubblico dell’associazione Andrea Lupo Onlus è previsto il prossimo 13 maggio, in occasione della Giornata nazionale del Medico, con un incontro ricchissimo eventi.

Nella mattinata si svolgerà un momento di confronto medico scientifico in “Aula G” dell’Ospedale “Infermi” dal titolo “Il percorso di cura del paziente dopo le dimissioni da Terapia Intensiva: stato e prospettive”.

Momento in cui verrà affrontato un tema particolarmente caro ad Andrea: unire tecnica e umanità nella cura.

Nel pomeriggio al Circolo Tennis di Rimini (Andrea amava moltissimo questo sport, a cui si dedicava con grande passione già in Venezuela) ci sarà un torneo mentre la sera, con un programma in corso di definizione, alcuni concerti dal vivo.

Quel giorno verrà presentato Andrea, come uomo e come medico: la grande passione per il lavoro e l’amore per lo sport e la musica.

Presto sarà online il sito internet dell’associazione dove sarà possibile accedere a tutta una serie di informazioni, scaricare lo statuto e rimanere aggiornati sulle iniziative.

Sarò felice di tenervi aggiornati in merito e di farvi sapere anche come potrete sostenere concretamente l’associazione.

andrealupo.onlus@gmail.com

Francesca Guatteri

L'autore

Francesca Guatteri