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Alla scoperta della Puglia più autentica: Mò – Puglia Bistrot e Olio Evo Pujje

Olio Evo PUJJE: l’olio che racchiude in sè la storia, la tradizione e l’eccellenza pugliese

Adoro la Puglia!

E’ uno dei pochissimi luoghi dove sento sempre il bisogno di tornare!

E poi, devo dirvela tutta, è il solo mare, in Italia, dove faccio il bagno.

Non prendetemi per una viziata, non lo sono affatto.

Ma quando si ha la fortuna, come me, di nascere e crescere in un paese straordinario, con le acque cristalline del Mar dei Caraibi, con la sabbia soffice e bianchissima, con spiagge lunghe e ventilate, poi si finisce con il non volere altro!

Inevitabilmente, avendo mosso i miei primi passi al caldo dei tropici e su spiagge da cartolina, ho sempre fatto un po’ di fatica ad adeguarmi ad altri mari.

Ecco. Solo in Puglia ho trovato, negli anni, la mia dimensione perfetta.

Così, appena possiamo, scappiamo in quella Terra meravigliosa, con le sue casette bianche, le pinete addormentate, il silenzio interrotto solo dal canto delle cicale, i muretti di gesso delle case erosi dal vento e dalla salsedine, i ritmi rallentati, la musica allegra, una popolazione vivace, di cuore e incredibilmente ospitale e…..una delle tradizioni eno-gastronomiche migliori del nostro Paese!!!

In Puglia si sta bene per tutte queste ragioni e per tante altre che non sono stata a elencare!

Un pomeriggio da Mò – Puglia Bistrot

Considerato che nutro un amore smisurato per quella Terra, ho sposato un mezzo pugliese e ho tanti cari amici pugliesi, sono stata davvero felice di poter scoprire, proprio recentemente,  Mò – Puglia Bistrot, un angolo di Puglia nella Vecchia Milano, e Pujje, un olio evo delizioso, 100% Made in Puglia.

Devo essere sincera con voi: pur amando moltissimo questa regione, le sue tradizioni e i suoi piatti, non mi ero ancora mai soffermata troppo sull’olio. Mi era molto piaciuto quello che mi aveva regalato la mia amica Francesca tempo fa, di produzione della sua famiglia, ma da allora era trascorso molto tempo.

Certo, lo avevo provato all’interno di diverse pietanze, ma mai puro.

E se ci pensate è un vero peccato, perché l’olio meriterebbe sempre di essere provato puro, anche perché solo così è possibile avvertirne le note più caratteristiche.

4 Blogger in cucina

Torniamo a noi, perché ho davvero voglia di raccontarvi tutto del bellissimo pomeriggio pugliese trascorso in compagnia delle mie amiche Chiara Carolei – Con un Viaggio nella testa, Giovanna Hoang – Le petite Xuyen e Valentina Tozza – La Cucina che Vale.

Prima di tutto ci tengo a dirvi che, durante il nostro divertente pomeriggio, abbiamo cucinato (e assaggiato) tante ricette deliziose, preparate in cucina insieme ai bravissimi Francois e Valentino, entrambi chef del bistrot.

Le più brave e impegnate ai fornelli sono state senz’altro Chiara e Valentina, che hanno, oltretutto, saputo farcire perfettamente dei deliziosi calamari.

Il tutto mentre Giovanna, la mia partner in crime, ed io ci cimentavamo in dirette Facebook, selfie e Instagram Stories.

Alla fine, però, il panzerotto lo abbiamo preparato anche noi due!

Pujje, Anfitrite e Rea: un legame con la terra d’origine chiaro sin dalla scelta dei nomi.

Abbiamo preparato tutti i piatti con l’Olio Evo Pujje, a seconda degli accostamenti scegliendo uno tra i due blend Anfitrite e Rea.

Anfitrite, per esempio, più delicato e fruttato e dal sapore più morbido, lo abbiamo usato per preparare la citronette per condire l’insalata di polpo.

Rea,  invece, dal gusto più deciso e robusto, è stato usato per condire i calamari, una volta farciti e prima di essere messi in forno.

Pujje è il termine usato per indicare la Puglia nell’antico dialetto tarantino, mentre Anfitrite e Rea, nomi di ninfe e dee, ricordano l’importante eredità culturale lasciata fortemente dalla Magna Grecia.

Tradizione e modernità si fondono insieme in questi prodotti concepiti come fossero vere e proprie creazioni di alta sartoria, attraverso una sinergia perfetta di tecniche di coltivazione tramandate di generazione in generazione, caratteristici metodi di lavorazione e la scelta di un packaging molto particolare, essenziale e sofisticato come l’olio che contengono le due bottiglie: bianca per Anfitrite e nera per Rea.

Pujje nasce dal sogno di tre giovani visionari innamorati delle loro terra, un agronomo e imprenditore agricolo, un manager che tiene le redini dell’azienda di famiglia e un’esperta di comunicazione.

Tre personalità diversissime tra loro, ma fortemente complementari che hanno voluto mettere nel loro olio passione, amore per la loro terra, eccellenza, tanta energia e infinita maestria.

Pujje: lusso da assaporare

Pujje è indubbiamente un “lusso da assaporare”, pensato per un consumatore che ha sempre voglia di scoprire nuovi gusti e accostamenti, ma anche competente, esigente e selettivo.

Lo si può acquistare online e a tal proposito vi segnalo che, fino al prossimo 15 agosto, sarà anche possibile usufruire di uno sconto del 20% sul prezzo di listino su tutti i loro prodotti, semplicemente inserendo il codice “promosun17“.

Che bello aver scoperto un olio evo così buono!

E’ stata realmente una bella esperienza e sono molto contenta di aver conosciuto anche un posticino così caratteristico, immerso, paradossalmente, nel cuore di Brera, una delle zone più milanesi della nostra città!

Mò!

“Mò” è l’espressione utilizzata in tutta la Puglia per indicare l’imminenza di un’azione,  come “qui e ora”! La cosa non mi è nuova perché, effettivamente, molti dei miei amici pugliesi usano questo intercalare.

Nella cucina di Mò abbiamo cucinato e assaporato dei prodotti deliziosi e di grande qualità, in grado di prenderci per mano e portarci lontano, a vivere una tipica esperienza pugliese a 360°.

I piatti proposti vengono preparati con ingredienti di grande qualità: il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, il fico mandorlato di San Michele Salentino, la cipolla di Acquaviva, il biscotto di Ceglie Messapica (provato!!!), il Capocollo di Martina Franca, per citarne giusto qualcuno.

Tutti ingredienti 100% pugliesi! L’ambiente del bistrot, poi, è molto gradevole e accogliente.

L’offerta culinaria di Mò mette d’accordo tutti, proponendo piatti diversi e per ogni gusto: dai panzerotti fritti ai rustici, dalla tiella barese alla pasta alle cime di rapa (vi ho mai detto che è in assoluto il mio piatto preferito?), oltre a diversi vini, ovviamente pugliesi, percepiti dal nostro palato al ritmo di pizzica e taranta.

Anche l’occhio vuole la sua parte a tavola, vero? Le ceramiche e i piatti che trovate da Mò sono tutti di  Enza Fasano ! Da quando ho scoperto le sue ceramiche, grazie a un bellissimo PUMO regalatomi dalla mia amica Federica, ho un motivo in più per adorare la Puglia!

Da Mò potrete pranzare, cenare, o anche fare un semplice aperitivo immersi nella Puglia più autentica, assaporando sapori inconfondibili e/in piatti meravigliosi!

Purtroppo, però, presto o tardi, dovrete varcare la soglia del bistrot e ripiombare nella frenesia milanese.

Tanto vale restare da Mò il più a lungo possibile e concedersi il giusto tempo che merita il viaggio sensoriale che farete, spaziando da un assaggino di olio evo Pujje, ad un bicchiere di vino, da un morso ad un panzerotto appena fatto ad una fresca insalatina di polpo, magari accompagnata da taralli artigianali.

Insomma, potrei forse amare a tal punto un’altra Terra?

Mò – Puglia Bistrot – Via Pontaccio, 5 – 20121 Milano – tel. 02 36737385

P.S. eccovi un selfie molto nature (pure troppo), mio e di Giovanna:

Francesca Guatteri

L'autore

Francesca Guatteri