Vivere Per Raccontarla

#Racconti da Seoul

Quando l’arte incontra l’adozione

Il Mondo dell’Arte incontra l’Adozione

Quando ero piccola cantavo con mia sorella Soo Yung.

Cantavamo ovunque in macchina, in casa, facendo i compiti: era la nostra passione!

Tutti ci dicevano che avevamo portato con noi il nostro oriente perché tutti gli asiatici sanno cantare, e noi ascoltavamo stupite questi racconti che sembravano essere così lontani ma, allo stesso tempo, così vicini.

Mia sorella ed io condividemmo per anni un mondo tutto nostro fatto di soli rossi (in oriente il sole viene disegnato con il colore rosso) e storie di avvincenti guerrieri giapponesi o di geishe da salvare.

Immaginavamo insieme quelle donne asiatiche dal fisico esile con lunghi capelli neri con vestiti di seta colorate, dalle pelle delicata e dallo sguardo misterioso.

Diventando grandi, Soo Yung incominciò a disegnare quelle donne che diventavano, però, nel suo disegno, donne più comuni e che tenevano in braccio sempre un bambino.

Quel kimono si trasformò presto in un hanbok, mentre il bambino diventava sempre più nero nelle sue immagini.

“Vedi”- mi diceva Soo Yung – “quella donna è mia madre e quel bebè sono io, solo che sono nera perché lei non sa chi sono”.

Improvvisamente i nostri due mondi si separarono.

Soo Yung incominciò a sognare la sua musa, mentre io non ho mai cercato di incontrare, seppur nel sogno, mia madre biologica, perché per me era in casa.

Quando incontrai Jung – autore del film “Il colore della pelle: miele” stava disegnando una donna orientale, esile dai lunghi capelli neri : per un attimo ho pensato di tornare a rivivere i sogni di mia sorella.

Era da tanto tempo che non vedevo più quel genere di disegni: sulla carta un sogno, il sogno di essere amati da una donna dal volto sconosciuto.

Mia sorella sognava sempre e disegnava quel volto immaginario, le batteva il cuore, e sperava, un giorno, di incontrala.

Tuttavia rimase intrappolata in quel sogno tanto amato che con il suo tepore ti riscalda troppo tanto da imprigionarti.

A volte le radici hanno le spine che ci possono graffiare, a volte ci possono stringere e soffocare.

Soo Yung rimase travolta dalle sue stesse radici, ma Jung no.

Jung mi fece guardare il suo book di disegni, il suo mondo fatto di sogni e di Corea, tuttavia le sue radici non erano così soffocanti, ma libere nel terreno.

Noi- adottivi- abbiamo radici diverse che crescono e si sviluppano in modo diverso- così decisi di seguire un percorso personale con un terapeuta.

Lavorando con lui ho pensato di poter condividere meglio il mio mondo, che era rimasto lì in quel mondo dal sole rosso che immaginavo con mia sua sorella da piccole e poi dopo un po’ ho voluto far vedere a lui il mondo di Jung.

Oggi è nato il seminario Arte e Adozione – il mondo dell’arte incontra l’adozione.

Da piccoli incontri nacquero altre idee e ci fecero aprire a nuovi incontri come Vania Minati, Noemie Linon e ancora altri.

Dunque gli adottivi si racconteranno sabato 11 marzo grazie al centro Ado.T.

Ad accogliervi Jung con il suo film “Il colore dalle pelle: miele”, No&Ni, talentuosa artista e Francesco giovane pittore:

tre artisti con in comune quel lungo percorso dell’adozione e della conoscenza di sé, scoperta proprio attraverso l’arte!

Il centro Ado.T per un giorno ci lascerà avvicinare ai loro più struggenti segreti e i loro mondi più misteriosi.

Grazie al centro Ado.T e ad i loro esperti Paola Comuzzi, Sara Ferraris, Gregorio Mazzonis e gli psicologi in sala Donatella Guidi e dante Ghezzi e Paolo Limonta, gli spettatori potranno entrare nel mondo fantastico di questi 3 artisti attraverso l’aiuto di Vania Minati che ne curerà la traduzione.

Nota tecnica: Sabato 11 marzo 2017, 09.30 – 17.00 Presso: Sala Gregorianum, via Settala, 27 – Milano

Per vedere il programma CLICCA QUI e per scaricare il modulo di iscrizione CLICCA QUI

In sala Vania Minati tradurrà consecutivamente gli interventi di No&Ni e Jung.
Sara Bramani Araldi – Milano, Febbraio 2017

Sara Bramani

L'autore

Sara Bramani