Vivere Per Raccontarla

12 -“El Hombre con El Jeap Azul”: l’arrivo di mio padre sull’isola

L’arrivo di mio padre sull’isola: “El Hombre con El Jeap Azul” ovvero l’uomo con la jeep azzurra. Una volta arrivata sull’isola mia madre aveva iniziato a frequentare un gruppetto di ragazzi europei, a Margarita per diversi motivi, e a vedersi con assiduitá con un francese, tale François Laurent, che si trovava lí come tanti altri…

11 – Margarita anni ’70 – Il paese dei balocchi

L’arrivo a Isla Margarita a metà anni ’70 Mia madre atterrò sull’ isola una sera di fine giugno, carica di bagagli e con mio fratello di nemmeno sei mesi tra le braccia. L’isola era profondamente cambiata rispetto a come ricordava di averla vista in occasione di uno dei viaggi fatti con i suoi genitori negli…

10 – Le prime impressioni su Isla Margarita

Com’era Isla Margarita nei primi anni 60 L’Avenida Santiago Mariño era allora una lunga strada dove esistevano soltanto “El Chipi“, un capanno di vecchie lamiere, unico solitario ristorante della strada, l’Hotel Bellavista ed un negozietto che vendeva carosene per cucine. Al di là di queste tre testimonianze di presenza umana e civiltà, il resto della…

9 – La nuova casa di Caracas dei miei nonni: Quinta Manila

Quinta Manila, la casa di Prados del Este Subito dopo il terremoto del ’67, i miei nonni avevano comprato quinta Manila nella zona di Prados del Este, una grande casa coloniale in stile spagnolo, anni luce dall’essenzialità di Waikiki. Quinta Manila è la sola casa di Caracas che io abbia mai visto con i miei…

8 – Caracas – Roma – Andata e ritorno: L’Agostino Codazzi e il terremoto del 1967

L’Agostino Codazzi di Caracas e il terremoto del 1967 Venduto il catering, mia nonna aveva iniziato ad insegnare storia presso l’Agostino Codazzi, la scuola dove studiavano anche mia madre e mia zia. Parallelamente lei e mio nonno avevano aperto un’altra piccola attività similare alla precedente e, riconsiderando la possibilità di rientrare in Italia, avevano preso…

7 – Inizio anni ’50 – Un Paese in decollo

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3 commenti

Il catering e l’Università Centrale del Venezuela  All’inizio degli anni Cinquanta, il catering di mia nonna iniziò a rifornire anche le poche navi ormeggiate nel porto di Caracas. Mentre viveva sul litorale le venne anche proposto di insegnare presso l’Università Centrale del Venezuela, ma le distanze e i collegamenti allora ancora difficoltosi non le permisero…

6 – Rombo di motori: i primi passi tra gli aerei

I primi passi di mia madre in Venezuela, a Maiquetia Mia madre, nata a La Guaira, imparò a camminare tra i banchi di metallo del supermercato di Maiquetia. Sua madre, mia nonna, aveva trascorso un periodo molto intenso. Non faceva altro che lavorare, non chiudeva occhio la notte. Gli affari avevano iniziato a girare molto…

5 – Idee che cambiano la vita

  Gli aperitivi a quinta Japayumar e le nuove amicizie venezuelane Dopo un primo iniziale periodo di assestamento, mia nonna iniziò ad assecondare la sua natura mondana e la sua innata predisposizione per le pubbliche relazioni, cominciando a coinvolgere il vicinato in aperitivi serali a Quinta Japayumar. Ben presto si fece un buon giro di…

4 – L’arrivo a Quinta Japayumar e le prime impressioni su Caracas

La prima casa di mia nonna in Venezuela: quinta Japayumar Raggiungendo Macuto, lungo il litorale centrale, ai piedi della Cordillera de la Costa, in lontananza si stagliavano le famose spiagge che Tony le aveva descritto in diverse lettere, che godevano di un clima tropicale caldo ma ventilato, in contrasto con la vicina La Guaira, leggermente…

3 – 19 Settembre 1949 – Un Matrimonio per procura

Un amore più forte della distanza Nonostante la lontananza e le ovvie difficoltà comunicative di allora, nemmeno arrivato in Venezuela Tony era riuscito a togliersela dalla mente. La corrispondenza non si fermò un istante e lei continuò a ricevere numerose lettere, questa volta da Caracas. La sua tenacia alla fine venne premiata, già che lei…