Di fine vacanze, di rientri e colore. Di asili e progetti illuminati.

di Francesca

Di nuovi inizi e di buone notizie, malgrado tutto. E di bambini.

Settembre segna il vero inizio dell’anno nuovo.
Non si festeggia come il tanto celebrato capodanno, ma si carica di un ruolo fondamentale. Fare progetti, per l’anno che verrà.

Ricominciare.

Non è certamente facile convivere con alcune notizie, soprattutto alcune.
Ma proviamo a dare un senso e forza alle nostre vite – senza far finta di niente – con quello che più ci circonda: il colore. Ma anche con le buone notizie.

Il colore

Partiamo dal colore.

Che fa parte di tutto, ed è centrale anche nel nostro lavoro.
Il colore che cerchiamo e inseriamo nelle nostre case, ad esempio.

Che avvolge il perimetro di casa, le sue pareti, i muri e il soffitto, il pavimento.

E i mobili che in essa convivono.
Ma che da sempre delimita – anche – i segni dell’architettura.

E ne è un bellissimo esempio l’Asilo Sant’Elia di Terragni (1935-1937) a Como.

Capolavoro del razionalismo pensato per il benessere educativo e psicologico dei bambini (quanto appare attuale, di questi tempi, pensare ai bambini!) – come lo descrive Lake Como Design Festival che lo ospita nel palinsesto dell’edizione appena conclusa – la cui architettura spalanca le pareti verso il sole, la luce, la natura circostante.

Terragni disegnò anche gli arredi per bambiniseparando i banchi dalla sedie, innovazione assoluta che li rendeva facilmente trasportabili – realizzati in tubolare di ferro smaltato in colore azzurro e compensato di legno.

Tra le molteplici possibilità di ispirazione in tema ‘colore’:
Les Couleurs Ⓡ Le Corbusier  una cartella colori ispirata alla color palette di Le Corbusier; la Color Collection di Kerakoll per la decorazione di interni  o, ancora, le Color Palettes di Pantone Ⓡ, il linguaggio universale del colore pantone.com.

E, tra le buone notizie che abbiamo trovato – tra l’altro, in tema di bambini, che vorremmo proteggere e avviare verso un futuro migliore, si spera, futuro che noi tutti siamo chiamati a costruire, in un mondo ‘migliore’ – ecco una bellissima e illuminata iniziativa.

Si tratta di Umaia, una comunità agricola, custodi di campi, vecchie vigne e grandi sogni – come si definiscono – nata nel 2021 sui colli Tortonesi dal progetto di due famiglie, milanesi di origine.

E, tra le voci di spesa che le famiglie di Umaia sostengono – ed è questo, soprattutto, ad attirare la nostra attenzione – c’è la retta per i bambini a Green days, l’asilo nel bosco di Costa Vescovato, dove le attività avvengono in natura invece che in aula, basandosi sul progetto di educazione bilingue, per bimbi dai 2 ai 6 anni, ispirato alla pedagogia del bosco e alle Forest School nordeuropee.

Segno di un fermento intergenerazionale, dove i bambini sono protagonisti della lotta alla decadenza del territorio, al pari degli adulti.

Green – verde – che è il paesaggio che circonda questo progetto.

Ed è anche il colore che si usa associare alla speranza.

Speriamo, quindi.

 

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