Aumentano i laureati alla Google University

di Francesca

Spopolano i tuttologi.

La gente viene su a Google e Wikipedia.

Gli amici diventano subito intimi, sanno tutto di te per quello che di te leggono e vedono su Facebook.

I viaggiatori percorrono il mondo rimbalzando tra gli album di foto altrui e Tripadvisor.

Cresce l’ipocondria, la ricerca disperata di malanni e malattie, il tutto sulla base di parametri inseriti ad minchiam in Google.

La gente si autodiagnostica casi rarissimi di infermità sconosciute, altri sbandierano vere e proprie teorie salutiste, i medici sono destinati a scomparire, ormai tutti possiamo capire cosa abbiamo e farne una tesi inserendo i valori del sangue sballati su Google.

A furia di cercare qualcosa che non va prima o poi ce la faremo o qualcosa ci verrà per davvero.
Il motore di ricerca è furbo, una specie di Sibilla in grado di darci la risposta che il nostro “io interiore” desidera.

A seconda di come formuleremo le nostre frasi troveremo pane per i nostri denti. 
Un “non” in più ci svelerà panorami sconosciuti.

Tra “Il latte fa bene” e “il latte fa male” un abisso, due mondi contrastanti e lontanissimi.

Ma troveremo quello che cerchiamo. Sempre.

Usciremo da una seduta di Google più informati, più colti, rasserenati dal non avere quello o quell’altro sintomo o invece certi di avere tre, quattro al massimo, giorni di vita davanti a noi.

Saremo esperti veri.

Improvvisi pediatri, ortopedici, dentisti e persino internisti.

Fioristi, agricoltori, organizzatori eventi, viaggiatori. Il tutto dal nostro divano di casa.

Google è magia, puoi persino vedere qualche video ed è subito fatta.

Non ci servirà più nulla, smetteremo persino di ascoltare i nostri figli e di decidere strada facendo se potrebbe piacere loro il pesce o la carne perché i primi tre link che si aprono digitando “svezzamento” sono più che chiari e noi non avremo alcun dubbio che quella sia la Bibbia.”Ho letto che….”, “ho visto che…”, “Google dice” rappresentano ormai l’incipit di ogni nostro discorso.

Photo credits: www.lawsome.ca

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