Capri Espiatori Moderni

di Francesca

«Pianga, Malaussène, pianga in modo convincente. Sia un buon capro», ripetevano a Benjamin Malaussène i suoi datori di lavoro nei romanzi del Ciclo di Malaussène di Daniel Pennac.

Un “capro espiatorio” è un individuo su cui viene scaricata la responsabilità di danni, errori o eventi negativi.

Noi uomini siamo così poco auto-critici, sempre orientati a cercare pagliuzze negli occhi altrui ignorando le gigantesche travi che abbiamo nei nostri.
Sempre pronti a vittimizzare noi stessi, ad identificare come elemento di disturbo gli altri pur di non chiederci se possiamo essere anche noi responsabili in qualche modo di qualcosa.

Siamo per natura portati a giustificare sempre noi stessi, e subito dopo chi amiamo. A voler trovare una motivazione anche ai comportamenti più brutti ed irrispettosi, se provengono da qualcuno a cui vogliamo bene. A dover scaricare la colpa di ciò che accade nella nostra vita su altri, responsabilizzandoli al 100% dei nostri problemi.

Fateci caso! Ogni volta che qualcuno a voi vicino ha fatto o detto qualcosa che non vi sareste mai sognati potesse fare o dire voi non avete forse cercato di giustificarlo e di addossare la colpa ad una ragione particolare o a qualcuno al suo fianco?!?

È una reazione istintiva e umana, retta da indubbio amore e tenerezza.
Tenera quanto errata, però!
Così che sarebbe utile comprenderla, lavorarci su e provare ad estirparla dal nostro modo di ragionare.

È facilissimo diventare capri espiatori, lo è ancora di più trovarne sempre di nuovi e convincenti:

Le frequentazioni scolastiche ed universitarie del figlio, la migliore amica o il ragazzo della figlia. Le mogli o le fidanzate dei figli (più raramente il fidanzato o il marito della figlia femmina), quelle dei fratelli, gli amici dei genitori, la segretaria o il collega d’ufficio, gli uomini di cui si potrebbero innamorare le vostre donne o la donna per cui ha preso una sbandata vostro marito, il capo crudele, il terribile ex, la collega competitiva, la cognata acida, la sorella insicura, ecc…ecc…

Chiunque, insomma, abbia rappresentato o rappresenti per voi un fastidio, un elemento esterno e portatore di caos.
Chiunque possa legittimare ai vostri occhi quei comportamenti altrimenti difficilmente comprensibili da parte dei vostri cari.

Se si è madri, si tende a dimenticare che ogni essere umano ha un’anima e un’indole e ci si convince che i propri figli, in quanto frutti della stessa pianta, cresciuti nel medesimo contesto, debbano necessariamente essere loro simili.

Come se il fatto di essere cresciuti insieme e aver ricevuto la stessa educazione dovesse automaticamente rendere dei fratelli copie esatte l’uno dell’altro, incapaci di sviluppare delle idee autonome e personali, una propria visione della vita, delle differenze e delle ovvie, momentanee, discussioni o ostilitá.

È ovviamente più facile dare colpe ad altri piuttosto che a noi stessi o ad una persona che amiamo!

Per quanto naturale sia trarre conclusioni di questo tipo ho sempre cercato di non cadere in questa dinamica sbagliata.

Posso ancora-ancora accettare che si parli di “cattive compagnie” quando abbiamo a che fare con gli anni turbolenti di un figlio adolescente, ma certamente non quando ci interfacciamo con individui adulti, perfettamente capaci di distinguere il bene dal male e dotati di una scala di valori ormai perfettamente definita.

Continuare a gridare al plagio e a cercare “colpevoli” sarebbe un pò come pensare a noi stessi ed ai nostri amici, figli, coniugi come ad un branco di imbecilli senza carattere, non in grado di intendere e di volere.

“Lei è la sola causa del mio malessere”;

“Se non fosse per lui io starei meravigliosamente”;

“È lui, quel bastardo, è lei, quella puttana, la causa della fine del nostro matrimonio!”;

“Colpa del mio partner se ho avuto un crollo della libido scegliendo di dedicarmi solo ai figli”;

“I bambini hanno messo ko il nostro amore”;

“se i nostri ex-amici non fossero stati tanto ipocriti saremmo ancora dei bestfriend”;

“È colpa della stronza che sta con mio figlio se non posso dormire nel lettone insieme a loro”;

“se il mio capo non fosse così ingiusto e prepotente io sarei giá l’AD della societá”;

“sono un genio incompreso ed é tutta colpa di quell’insegnante se il mio curriculum scolastico è stato un flop”.

Devo continuare? Direi di no.

Direi che non serve e che tutti conosciamo queste dinamiche.

Almeno una volta nella vita ognuno di noi avrá ceduto all’irresistibile tentazione di voler caricare il fardello dei nostri insuccessi e fallimenti sulle spalle altrui, come se loro fosse stata la colpa esclusiva o comunque prevalente.

Sará chiaramente più facile pensare che nostro figlio sia una morbida panetta di plastilina, un burattino, un uomo tollerante ed accomodante finito tra le grinfie della megera che lo manipola, piuttosto che accettate che abbia delle sue personalissime idee e convinzioni.

Piu comodo credere che il marito santo e ingenuo si sia rincoglionito tutto ad un tratto lasciandosi resettare cervello e ormoni dalla prima donna incontrata (che ovviamente non potrá che essere “una tigre del ribaltabile”), piuttosto che accettare che possa essersi semplicemente innamorato davvero.

Più facile dare per scontato che un amico o un fratello abbia una stronza alle spalle piuttosto che riconoscere che nemmeno Circe potrebbe seminare cicuta in mancanza di terreno fertile.

Piú semplice credere che un’amica sia stata rapita dagli alieni, sottoposta a tremende torture e ad elettroshock piuttosto che ammettere a noi stessi che probabilmente non la conoscevamo affatto in certi ambiti.

Più rassicurante convincersi che sia stato un figlio di buona donna a portarci via la nostra mogliettina dedita alla famiglia piuttosto che ammettere di aver avuto mille continue mancanze e che potesse averne le palle piene di noi, magari da più di 15 anni.

Non esistono individui tanto potenti da poter distruggere o snaturare persone o situazioni!

Non esistono tormente ed uragani così devastanti da poter radere al suolo case costruite su fondamenta veramente solide ed indistruttibili!

Non esistono sfascia-famiglie.
Esistono, semmai, famiglie giá sfasciate.

Non esistono uomini e donne “ruspa”.
Al massimo esistono giardini aridi e spogli che non vedono l’ora di riempirsi di piante e fiori rigogliosi.

Io che da sempre credo nel libero arbitrio e nel fatto che ognuno sia padrone del proprio destino, ritengo che la dinamica del capro espiatorio sia una grande stupidata!

Invece di fare le vittime e di pensare che un fallimento sia sempre e solo colpa di qualcun altro sarebbe giusto considerare che ci possa essere una corresponsabilitá nei successi come negli insuccessi tra noi e gli altri.

 

Photo Credits: miriadna.com 

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