Race around the clock, appassionati di kart udite udite!

di Francesca

Race around the clock, appassionati di kart udite udite!

coppa florio 1900

(Tracciato Coppa Florio inizi 900)

Race around the clock

appassionati di kart udite, udite!

L’essere umano è naturalmente portato per la durata. Non è fatto per le prestazioni veloci… Persino la maratona per come è corsa oggi non mette alla prova le sue vere capacità. Ecco perché la sfida sposta le lancette dell’orologio della durata sempre più in là…

Negli sport come la Maratona l’atleta deve gestire le sue forze per arrivare al traguardo, mentre in altri deve gestire sia il suo fisico che un mezzo meccanico, che a volte sembra esso stesso continuazione del suo corpo.

Se avete un volante in mano vuol dire che applicate questo concetto banale ma essenziale al Motorsport, ed ecco che avete la disciplina chiamata Endurance, le gare di durata. E andiamo indietro con l’orologio del tempo agli inizi del secolo scorso, con le grandi classiche.

La prima gara al mondo è stata ovviamente in Italia, sulle strade di tutti i giorni, dato che non esistevano Autodromi in grado di ospitare eventi motoristici, e la cosa più semplice era…correre in strada. E non era asfaltata…!!

coppa florio 1908
una foto dell’edizione 1908

targa florio 1962

Dal 1914 la Coppa Florio venne co-organizzata con la mitica Targa Florio, in Sicilia, nel circuito detto “delle Madonie”, lungo 72 km, che doveva essere percorso 11 volte… La Targa Florio era indubbiamente la corsa italiana più famosa al Mondo e si disputò per 61 edizioni dal 1906 al 1977.

mille miglia

Un’altra mitica gara di durata era la Mille Miglia, che si svolse per 24 volte in Italia, dal 1927 al 1957, escludendo ovviamente gli anni tra le due Guerre Mondiali.

Brooklands bankingconstruction

Per vedere una gara Endurance in un circuito si dovette aspettare poco, già nel 1907, in quello che era il secondo più antico autodromo della storia, il circuito di Brooklands in Inghilterra, nel quale era prevista una 24h. Ma l’ira dei residenti la trasformò in una “double Twelve”, ossia una doppia gara di dodici ore con una pausa tra le due gare e una notte di riposo in cui le automobili vennero chiuse per evitare che fossero toccate dai meccanici per ripararle!!! Il circuito aveva anch’esso le curve paraboliche ( dette “banking” in Inglese), sulla falsariga di quello che era stato fatto ad Indianapolis, primo circuito Automobilistico della storia.

La prima 24 ore vera e propria è stata invece organizzata negli stati uniti, su un circuito ovale di un Miglio a Columbus, in Ohio, ai primi di Luglio del 1905. Questo conferma se ce ne fosse ancora bisogno, che il primato della 24 ore spetta agli Stati uniti d’America.

partenza_le_mans_1969Ma è nel 1923 che nasce la gara più famosa al Mondo, che è la 24 ore di Le Mans. La gara si svolge su un circuito semi permanente ed era anche famoso per la classica partenza con i piloti schierati da un lato della pista e le automobili dall’altro. Al segnale di start tutti i piloti correvano verso le auto, accendevano il motore e partivano. Ecco perché ogni automobile Porsche ha la chiave di accensione dal lato sinistro, perché i piloti ci mettevano meno tempo ad accendere il motore quando entravano in auto…!!!

E per concludere la carrellata delle gare più famose, la 24 ore di Daytona, nel famoso catino della Florida. Già dal 1962 venivano disputate gare Endurance corte, ma è solo nel 1966 che venne istituita la famosa 24 ore, che la Ford volle assolutamente organizzare per preparare le sue auto per la 24 ore di Le Mans. A differenza della 24 ore francese però la 24h di Daytona si disputa su un tracciato permanente, lungo circa la metà di quello di Le Mans, per cui il traffico in pista è molto maggiore.

Queste sono le gare Endurance che hanno fatto e continuano a fare la Storia. Le Mans e Daytona sono tutt’ora le gare più famose al mondo. Daytona apre sempre la stagione a Gennaio e Le Mans è sempre a Giugno.

Rolex-24-at-Daytona-Winner-Model

E se vi chiedete perché la Rolex ha un orologio che si chiama Daytona… ecco perché: quattro piloti all’anno possono vantarsi di avere un orologio Rolex cronografo con l’incisione “24hr Winner” sulla cassa.. e il celeberrimo “Cosmograph Daytona” si chiama così perché è il premio della gara!!!

E ora veniamo a noi… dove porta questa storia?

Semplice… da come la passione delle gare di durata attraverso chi le ha corse e vinte si trasferisce a chi non può neanche pensare di competere in pista con delle vetture dai costi astronomici ma ha nel cuore la stessa passione per la filosofia di questo tipo di gare.

Qual è questa filosofia? A parole, semplice: rispetto di se stessi e del mezzo per durare nel tempo, commettere meno errori degli altri e gioco di squadra.

Chi mi ha trasferito questa passione? Un uomo, Italiano, che nelle corse endurance ha corso per decenni e cha ha chiuso la sua carriera nel 1998 vincendo nello stesso anno le tre corse più famose degli Stati Uniti d’America, la 12 ore si Sebring, la 6 h di Watkins Glen ed appunto, la mitica 24 ore di Daytona. E per di più al volante di una Ferrari, la mitica 333sp. Record che probabilmente rimarrà imbattuto per chissà quanto tempo nella Storia.

Gianpiero_Moretti_80

Quest’uomo si chiamava Gianpiero Moretti ed è stato uno dei Gentleman Driver più di successo nella storia dell’Endurance.

Daytona 98 Podium e autografo

Nel 1998, dopo queste tre grandi vittorie, si ritira dalle corse e si dedica alle sue passioni, e porta avanti un Brand chiamato Mokart, che si prefiggeva di portare lo sport dei motori nelle città, attraverso la costruzione di piste al coperto, che per l’assenza di rumore potessero essere collocate in posizioni più strategiche rispetto alle piste all’aperto, le quali sono sempre lontane dai centri abitati.

Ovviamente il mezzo non poteva essere un’automobile da gara, ma il più semplice e “cost effective” go kart, detto anche semplicemente kart. Più gestibile, molto meno pericoloso e in versione “addolcita” rispetto ad un kart da competizione. Quindi motore a 4 tempi di modesta potenza e non i due tempi dei kart da competizione, che sono veramente una piccola Formula 1 su quattro ruote.

Con i figli di Gianpiero mi sono divertito a correre qualche gara kart endurance e piano piano mi sono detto: manca qualcosa, la forma sembra la stessa delle gare vere, il nome anche, ma la sostanza è troppo diversa. Anche se in primo luogo le Endurance con i kart a 4 tempi sono una forma di divertimento, per provare la stessa soddisfazione che i piloti provano nelle gare vere non basta semplicemente chiamarle Endurance e fissare una durata. Bisogna dare alla gara le stesse caratteristiche delle classiche Endurance di cui abbiamo parlato prima.

In poche parole: il kart deve essere un kart “vero”, che paradossalmente può rompersi se non lo tratti con rispetto, in pista non ci si può scontrare con gli altri, altrimenti si rimane a piedi, e il cervello deve rimanere sempre acceso, perché la gara dura tante ore e non si corre da soli, ma con i propri compagni. Quindi quando si è in pista si è responsabili di tutta la Squadra.

Questo è ciò che rende le gare endurance belle: più sono una sfida per se stessi e più ci si sente grandi alla fine, dopo la bandiera a scacchi. E molto spesso indipendentemente dal risultato. Perché se la sfida e grande e si è dato il proprio meglio, arrivare alla fine è una vittoria comunque. Ovviamente l’esperienza gioca un ruolo importante in una gara di durata, ma se non ci si mette alla prova in qualcosa di grande, i propri limiti rimangono ignoti e gli errori sono una parte integrante del percorso che ci porta a migliorare noi stessi. La perseveranza porta alla vittoria. E più la vittoria è stata conquistata con fatica, maggiore sarà la soddisfazione.

Ed ogni passo avanti rispetto al punto iniziale è esso stesso una vittoria. Passo dopo passo… verso quella più ambita… se possibile.

Ecco quindi come ho cercato di organizzare un piccolo campionato amatoriale di gare Endurance qui in Italia, nonostante mille difficoltà e contro tutto quello che oggi sembra dire: facile è bello, sbrigativo, per tutti… No. Non per me. Perché già Dante scriveva nella Divina Commedia la sua celeberrima terzina: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. Una sfida è una sfida. Se è facile è stupido. Può essere semplice, ma una sfida non sarà mai facile.

Quindi ho semplicemente portato nelle gare endurance amatoriali che organizzo l’anima delle gare vere. Tutto conta e tutto ha una conseguenza. Come è giusto che sia, come è la vita. Questo tiene insieme le Squadre con la “S” maiuscola. La consapevolezza che correre con il kart della propria Squadra in pista è prendere la responsabilità di altri 5/6/7 o più compagni di team e dare il meglio di sé commettendo meno errori possibili, sfruttando ogni minimo errore degli altri. Il fatto che il proprio kart possa rompersi se si fanno manovre sbagliate rende il tutto estremamente affascinante.

Ecco perché sono l’unico in Italia ed uno dei pochi in Europa a dare agli appassionati un vero telaio da kart per fare le gare e non quelli iperrinforzati che si usano di solito. Perché odio il concetto che tu possa fare ogni genere di manovra ed andare avanti come se –quasi-nulla fosse successo. Sembra più un cheat da videogiochi, quando non hai voglia di impegnarti ed avere le classiche “vite infinite” o “crediti illimitati”…

Le gare vere non sono così… la vita non è così.. Quindi, dato che ritengo inutile anzi insultante per il genere umano partecipare senza scopo, il mio modo di giocare è comunque una sfida. E mai gioco è più bello, secondo me. Come conquistare una bella donna… se mi consentite il paragone. Più è difficile, più te la tieni stretta per il resto della vita. Così come non butterai mai via il trofeo conquistato dopo una 24 ore in cui hai dato l’anima, anche se sopra non c’è il numero 1 o non sei salito sul podio.

Logo

Quindi io lancio la sfida, vi dico cosa vi aspetta. Paradossalmente è una sfida che tutti possono accettare, ma di fatto chi partecipa è una selezione molto ristretta. Un filtro naturale che porta sulla Griglia di Partenza dei miei eventi chi veramente ha voglia di mettersi alla prova, con testa e passione. Tutti gli altri stanno a casa o cercano sfide più semplici. Ecco perché ho fatto tutto ciò. Ecco perché l’ho chiamato ITKC e cioè ITalian Kart Challenge. E il sottotitolo è Real Racing. E ovviamente l’ho intitolato alla memoria del mio mentore del Motorsport, Gianpiero Moretti. Quasi una presa in giro del famoso videogioco che spopola sugli smartphone. Qui quando guidi…lo fai davvero.

Ma forse poche immagini valgono più di mille parole:

_MG_5800

Una partenza in stile “Le Mans”

kart_2016_1

Il kart che diamo alle Squadre. Anche un profano capisce che su questo simpatico aggeggino puoi andare forte ma si può rompere se lo prendi alla leggera.

Per concludere? Ah si… 24 ore il 21 e 22 Maggio, al circuito Internazionale South Milano Karting ad Ottobiano (PV), che ospiterà anche l’ultima gara della stagione, una “Doppia 8 ore” il 17 e 18 Settembre, di cui la prima 8 ore in senso Orario e la seconda 8 ore in senso anti-orario. La pista è lunga 1365 metri.

Ottobiano_big

In mezzo a queste due gare una 8 ore il 18 di Giugno alla pista ASC Quattroruote di Vairano, un posto fenomenale vicino a Milano, con 3,5 km di pista.
Vairano_Big

Il 9 di Luglio una 12 ore in un altro posto splendido, il Motodromo di Castelletto di Branduzzo (PV). 1900 metri, con saliscendi ed un mini ovale all’interno.

Motodromo_Big

Cos’altro?

Semplice: fai una squadra da 5 a 10 amici. Consigliato fortemente almeno 7/8, soprattutto per la 24 e la doppia 8 ore. Trova anche un paio di persone che facciano i Team Manager. Ci sono da gestire i cambi pilota, le strategie di gara, i rifornimenti di carburante, le soste tecniche…etc.

Se dopo tutto questo discorso senti il sangue che inizia ad accelerare nelle vene, fai pure una telefonata al 3355431841. Puoi anche andare sul sito www.itkc.it o sulla pagina FB : https://www.facebook.com/Italian.Kart.Challenge , ma una telefonata prima è sempre la cosa migliore.

In tutti gli altri casi… esiste Playstation, gara autoscontro o altre cose più facili.

P.s: se non vi bastasse la sfida, la 24 ore e la 12 ore, nella parte notturna, si corrono così:

Night race

Si, con le luci sui kart, come a Le Mans e a Daytona.

Un saluto a tutti… vi aspetto sulla Griglia di Partenza 😀

Andrea Pagano

 

 

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