Viaggio in Alta Val Taro tra natura, bellezze, tradizioni culturali e gastronomia

di Francesca

Oggi, a Milano, è una giornata autunnale in piena regola.
Piove incessantemente dall’alba, fa freddo, il cielo è grigio.
La gente corre come sempre, ma oggi lo fa in macchina.
Le strade sono intasate, i clacson suonano senza sosta.

Oggi a Milano è un giorno d’autunno come tanti, ma è, incredibilmente, un giorno insolito per me.

Dopo che me lo ripromettevo da diverse settimane, infatti, sono riuscita a tirare una gigantesca X sull’agenda, sul giorno di oggi, per prendermi il tempo per scrivere, rispondere alle mille mail lasciate in arretrato, organizzare il lavoro e gli eventi in programma nei prossimi giorni e non ritrovarmi ko, come sempre ultimamente.

Sarebbe un giorno da trascorrere a letto a dormire, a bere gigantesche tazze di tisana in cui pucciare manciate di biscotti.

Sarebbe un buon giorno per leggere e per godersi il silenzio, in una sorta di letargo.

Io invece lascio perdere i biscotti e, purtroppo, la lettura, ma mi dedico comunque a qualcosa che amo molto e che riesco a fare sempre più di rado: scrivere!

E lo faccio con il cellulare non solo silenziato, ma stamattina addirittura spento (ho deciso che d’ora in poi lo farò più frequentemente).

Ultimamente arrivo sempre tardi, ma arrivo.

E così oggi sono qui per parlarvi di un altro fine settimana che mi è rimasto nel cuore, ancora fresco nei ricordi perché sono passati pochi giorni dal nostro rientro.

La Val di Taro è stata per noi una bellissima scoperta!

E che bello, ultimamente, sentirmi ripetere così spesso da Gigi, che spesso riesce ad accompagnami in giro per l’Italia, quanto sia straordinario il mio lavoro.

Quanto anche lui trovi meraviglioso, quando viaggiamo insieme, scoprire tanti luoghi incantevoli che altrimenti faticheremmo a conoscere.

E’ proprio così!
Ogni giorno, grazie a questo lavoro, sto imparando qualcosa di nuovo.

La speranza è quella di aiutare anche chi mi legge a scovare posticini da visitare e esperienze nuove da fare, insolite mete di viaggio e idee per trascorrere qualche giorno fuori città.

Alta Valtaro: una magica scoperta

Ad appena due ore da Milano, infatti, noi abbiamo trovato la pace dei sensi.

Un mondo fatato, non troppo fuori dal mondo, ma abbastanza distante per permetterci di riconnetterci con la natura, in tutte le sue straordinarie sfaccettature.

A tal punto che, una volta tornati a Milano, abbiamo condiviso la stessa impressione di essere stati via molto più a lungo, oltre al desiderio di voler tornare in Alta Valtaro molto presto.

Nelle mie vene scorre anche sangue borgotarese

Sì, perché oltre ad aver scoperto chiacchierando con mia madre, giusto giusto alla vigilia della nostra partenza, che la mia bisnonna paterna era di Borgotaro, noi là ci siamo stati così bene che non vediamo l’ora di tornarci.

Alta Val di Taro: il buon vivere a due ore da Milano

L’Alta Val Taro è decisamente stata una bellissima scoperta, una terra dove regna il buon vivere e il luogo perfetto per godere di tutti quegli aspetti diversi che secondo noi non dovrebbero mai mancare quando si viaggia: i ritmi lenti, a misura d’uomo, la natura, la cultura e una gastronomia genuina e sincera.

Perché se è vero che noi siamo nati stanchi e siamo pigri, in verità, questa zona straordinaria, offre anche tantissime occasioni per fare sport e allenarsi all’aria aperta ai più temerari.

Dove si trova l’Alta Val di Taro

Come vi dicevo, l’Alta Valtaro si trova nella parte meridionale della provincia di Parma, ed è composta da 5 comuni: Albareto, Bedonia, Borgo val di Taro, Compiano e Tornolo.

È una terra ricca di storia, contrassegnata dai castelli, dai borghi medioevali, dagli antichi luoghi di culto.

Un territorio accogliente, in grado di prendere per mano chi vi arriva.

Qui abbiamo goduto di tante piccole meraviglie che a Milano tendiamo a dimenticare: l’aria buona da respirare a pieni polmoni, l’enogastronomia seria, fatta di piatti della tradizione, di materie prime di qualità, di amore, passione, ricette tramandate, la genuinità dell’accoglienza e dei prodotti fatti in casa.

Ma andiamo per gradi perché non tutti conoscono questa zona così particolare e ci tengo a presentarvela, più che altro perché inquadrandone la posizione geografica sarete ancora più in grado di apprezzare e trovare meravigliosa questa sorta di “terra di mezzo”.

Alta Valtaro: un po' di storia e di geografia

L’alta Valtaro è un triangolo di territorio emiliano e la sua è una posizione così strategica che, già sin dai tempi più antichi, l’interesse per queste zone fu altissimo. Pensate che vi si insidiarono in epoca romana i Liguri, i Galli, i Romani, i Longobardi, mentre nel Medioevo il territorio divenne lo Stato Landi, di cui il castello di Bardi e Compiano ne attestano ancora oggi il grande potere.

Come capirete da voi, si tratta di un territorio davvero particolare, che inevitabilmente ha subito contaminazioni dalle vicine Liguria e Toscana, sviluppando delle caratteristiche proprie e uniche.

Terra di emigrazione, l’Alta Valtaro ha ancora grandi comunità all’estero (soprattutto tra Londra e New York) con cui conserva legami indissolubili.

Alta Valtaro: Natura e percorsi

La notevole varietà di ambienti, concentrati in una superficie non vastissima, fanno del territorio dell’Alta Valtaro un terreno ideale per l’appassionato naturalista.

Versanti montani umidi e ammantati di foreste, boschi aperti e assolati, torrenti limpidi e impetuosi, campi e prati che permettono la sopravvivenza di numerose specie animali, alcune delle quali particolarmente rare o interessanti.

Il fondovalle solcato dal fiume Taro alterna boschi ripariali di pioppi, ontani e salici a tratti ghiaiosi molto ampi.

L’Oasi WWF dei Ghirardi

http://www.oasighirardi.org/

Vi consiglio una visita dell’Oasi WWF dei Ghirardi per riempirvi gli occhi e il cuore di bellezze naturali e, se avrete con voi dei bimbi, per far vivere anche a loro questa immersione nella natura più pura.

Se avrete la pazienza per osservare silenziosamente la natura circostante e la pazienza per fare tali avvistamenti, potrebbe capitarvi di vedere uccelli colorati e vistosi come il picchio verde, il rigogolo ed il martin pescatore. O ancora di cogliere in volo migrazioni primaverili ed autunnali di cicogne, gru, falchi pescatori e l’aironi rossi.

E se in genere non siete così fortunati, niente paura, perché le meraviglie sono tante e tutte a portata di mano e di occhio in queste zone. Ammirerete comunque l’airone cinerino, le upupe e centinaia varietà floreali tra cui le orchidee selvatiche (pensate che se ne contano oltre 40 specie!!!).

Ma anche cinghiali, daini e caprioli oltre alle innumerevoli specie di flora spontanea protetta.

L’Oasi dei Ghirardi, infatti, mette a disposizione strutture didattiche e ricettive presso il Centro Visite situato in località Pradelle sulla strada per Bardi a circa 7 Km da Borgotaro.

Si tratta di una vasta area protetta, dotata di percorsi-natura e aree faunistiche, visitabile tutto l’anno.

Insomma, ve ne state accorgendo: la grande presenza di ambienti naturali fa di questo territorio una meta fantastica per gli amanti delle vacanze all’aria aperta, ma anche di chiunque, come noi, abbia bambini e desideri farli correre liberi nei boschi alla scoperta di animali, piante e alberi.

I 5 Comuni sono collegati e percorsi da vaste reti sentieristiche, tra monti, boschi, riserve naturali e panorami da togliere il fiato.

Alta Valtaro: Arte e Cultura

Dopo esserci stata non mi sento proprio di consigliarvi un borgo piuttosto che un altro.

Sicuramente Compiano è però il borgo che mi è rimasto maggiormente impresso, per la sua natura medioevale.

Questo delizioso borghetto è ancora cinto da mura e dominato da un imponente e bellissimo castello www.castellodicompiano.it che fu dominio (e dimora) dei Landi e, in epoca più recente, della Marchesa Raimondi Gambarotta.

Il bellissimo Castello di Compiano, domina la Valle del Taro, sull’Appennino Parmense, nel punto in cui l’Emilia incontra la Liguria e la Toscana.

L’antico maniero, risalente attorno all’anno Mille, sorge nel cuore dell’incantevole borgo medievale di Compiano, classificato come uno dei “borghi più belli d’Italia”.

Qui il tempo sembra essersi fermato in un passato lontano, in cui principi e cavalieri furono protagonisti di sanguinose battaglie e lotte di potere.

Ma per un’inguaribile romantica come me, è stato magico anche immaginare travolgenti storie d’amore tra dame e cavalieri, tra pozzi, boschi e passaggi segreti.

Borgotaro e Bedonia conservano centri storici colorati con chiese e monumenti importanti, tra cui, per quanto riguarda Bedonia per esempio, l’importante polo museale del Seminario Vescovile, costituito da planetario, quadreria, biblioteca antica, museo archeologico e museo di storia naturale) e oggi istituzione culturale per i giovani della vallata, ma anche luogo deputato di molte feste e incontri annuali.

Curiosità: Tutta la popolazione della vallata partecipò per cinque anni alla costruzione del seminario stabilendo un legame che si è conservato intatto sino ad oggi.
A Tarsogno, invece, è possibile visitare il piccolo museo dell’emigrante valtarese nel mondo, che affronta un tema molto sentito e profondamente radicato nella popolazione.

Degno di nota anche PALAZZO BOVERI a BORGOTARO, signorile edificio che si trova in via Nazionale 21 a Borgo Val di Taro e che nel 1714 venne decorato con affreschi e sfarzosi stucchi barocchi.

Alta Valtaro: gastronomia

Ormai mi conoscete: impensabile per me visitare un territorio senza sedersi a tavola.
I piatti raccontano perfettamente i luoghi dove nascono e non c’è tour che si rispetti senza frequenti pause enogastronomiche.

Il nostro fine settimana valtarese, d’altronde, è stato magnificamente organizzato dall’ufficio turistico in occasione della 24^Fiera Nazionale del Fungo Porcino.
Un tuffo in paradiso, insomma, per due come noi da sempre pazzi per i funghi!

La 24^Fiera Nazionale del Fungo Porcino

Al nostro arrivo ad Albareto siamo stati accolti dal calore di Elisa, dal profumo della brace e dall’aria frizzantina e pulita di un nuovo luogo tutto da scoprire.

Da 24 anni viene organizzata la grande kermesse dedicata al Re del bosco, con un grande ristorante coperto, tanti stand, degustazioni, diversi show cooking show e tanto altro ancora. Tre giorni (quest’anno la fiera si è svolta dal 4 al 6 ottobre) con tanti incontri, degustazioni e momenti divertenti tutti da vivere.

Diciamo che ci siamo tolti un bel po’ di voglie, provando i Porcini in tutte le salse.

Il fungo Porcino di Borgotaro

Il fungo Porcino  di Borgotaro, IGP (Indicazione Geografica Protetta) dal 1993, è tutelato dall’omonimo Consorzio e cresce nei boschi cedui della Val Taro.

I porcini raccolti nella stagione più propizia , quindi tra la fine estate e l’autunno autunno, essiccati o utilizzati freschi, entrano a far parte di tutti i menù tradizionali di montagna.

Dall’antipasto al secondo, cuochi famosi si sono cimentati nell’interpretare il Porcino a tutto pasto, con squisite varianti dei temi cari alla tradizione di montagna.

Sott’olio, in padella, alla piastra, crudo in fette sottilissime, a tu per tu con scaglie di Parmigiano-Reggiano e poi nel sugo delle tagliatelle, con i tortelli e con i gnocchi di patate.

PER INFO www.stradadelfungo.it

I funghi porcini di Borgotaro sono conosciuti ovunque in quanto fin dalla fine dell’800, quando molti montanari furono costretti ad emigrare in America o in Inghilterra, esportarono e fecero conoscere questo prodotto all’estero.

Nonostante questa fama antica, il Fungo di Borgotaro è un marchio molto giovane, in quanto il riconoscimento I.G.P. è stato ottenuto nel 1993 dal Ministero e nel 1996 dalla CEE.

Nel 1995 è stato costituito il Consorzio di Tutela, con lo scopo di garantire, valorizzare e promuovere il prodotto principe dell’alta Valtaro, attraverso un apposito Disciplinare di produzione.

Tutti conoscono queste zone per gli ottimi funghi di questa fiera annuale, ma in verità la gastromonia Valtarese merita di essere conosciuta anche per tante altre delizie.

Certo, è nota soprattutto per i piatti autunnali, non soltanto quelli con il Fungo di Borgotaro IGP, ma anche per quelli genuini e saporiti tipici della tradizione culinaria emiliana, che accoglie influenze dalle regioni vicine.

Senza soffermarci troppo sul tripudio di paste fatte in casa, in primavera è il fungo prugnolo (spinarolo)  il prezioso protagonista di tanti piatti.

Ma non solo: le torte salate contraddistinguono infatti la cucina dell’alta Val Taro. Di erbe, di patate, di zucchine, zucca, riso, cipolle ecc.

Sono ottime mangiate sia calde sia fredde ed ogni stagione è quella giusta per assaggiarle.

Nate dalla semplicità contadina sono il simbolo della cucina locale.

Una delle ricette più conosciute è la torta d’erbe: un impasto di farina olio, sale e acqua a cui si aggiunge una farcitura a base di bietole lessate, parmigiano reggiano, olio e uova.

La torta d’erbe trova varianti nella cucina ligure e reggiana (mio padre preparava un delizioso erbazzone. Lancio un appello alla mia rete di amici: QUALCUNO ME NE PREPAREREBBE UNO???).

Il Parmigiano Reggiano di montagna

In alta Val Taro il Parmigiano subisce un’ulteriore qualificazione legata al territorio – la montagna – e all’agricoltura biologica.

Quindi accanto al Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi si trova il Parmigiano Reggiano di montagna (con 24 o 36 mesi di stagionatura) da agricoltura biologica.

La castagna

In autunno anche castagna, insieme al fungo, è la protagonista indiscussa di bancarelle e sagre di paese. La castagna, infatti, non è solo un frutto che ha sfamato la montagna per diverse generazioni ma è anche e soprattutto una risorsa insostituibile che ha regalato una forte impronta alla cultura gastronomica di questa zona.

Come potrete immaginare, il territorio offre un’ampia scelta di ristoranti, agriturismi e trattorie tipiche. D’altronde qualità ed eccellenza gastronomica si ritrovano nei piatti proposti dai locali della zona che propongono una cucina varia e per tutti i gusti.

Alta Valtaro da scoprire: a piedi o su due ruote

MOUNTAIN BIKE E MOTOCICLISMO

Il territorio offre innumerevoli possibilità per escursioni in mountain bike, di vario livello.

Valgono per questo le cartine della sentieristica disponibili presso gli uffici turistici.

L’Alta Valtaro è anche terra di mototurismo grazie alla presenza di diversi passi montani dal grande fascino per le due ruote: il passo del Brattello (Borgotaro-confine con la Toscana) passo Santa Donna (Borgotaro-confine Bardi) passo Cento Croci (Tornolo-Albareto-confine Liguria) passo del Bocco (Bedonia-confine Liguria) Passo del Tomarlo (Bedonia-Val d’Aveto).

 

TREKKING – CAMMINARE LENTAMENTE PER ESPLORARE E APPREZZARE IL TERRITORIO

 

Cpme abbiamo visto, l’Alta Valtaro offre opportunità all’aria aperta per tutte le gambe. In compagnia delle Guide Ambientali Escursionistiche (GAE) si può partire alla scoperta del territorio tutto l’anno, per un’immersione nella natura in totale sicurezza.

Il territorio offre un’ampia scelta di sentieri di diversa difficoltà e segnalati dal CAI (presso gli uffici turistici di Bedonia e Borgotaro sono in vendita cartine dettagliate per la sentieristica del territorio) e tra quelli più frequentati e battuti ci sono quelli intorno al Monte Penna, compreso nel Parco Naturale Regionale dell’Aveto, che domina le valli del Taro e del Ceno.

Dalla sua vetta (1735 metri) si può godere un panorama a 360° che spazia dal Mar Ligure alle Alpi Occidentali e poi di nuovo a valle, attraverso foreste incantate e antichi villaggi carichi di storia, tra mulini abbandonati e paesaggi da togliere il fiato, tra funghi e fiori rari.

Info per visite guidate sul sito: www.trekkingtaroceno.it

www.viadegliabati.com

Come vi dicevo il territorio dell’Ata Val di Taro è costituito da 5 comuni, vediamoli uno per uno.

ALBARETO

Iniziamo da Albareto, che come abbiamo visto per molti significa prima di tutto fungo porcino.

In verità, porcini a parte, è un comune dove l’aria di festa regna incontrastata e dove c’è sempre un ottimo motivo per fare festa, incontrarsi, bere e mangiare bene.

Da giugno a ottobre, infatti, è un susseguirsi di appuntamenti golosi, fiere, sagre, tutte da vivere e scoprire.

In questa terra a metà tra Emilia e Liguria la natura regna incontrastata.

Si può girovagare per boschi alla ricerca degli immancabili funghi, ma si possono anche praticare tanti sport e attività all’aria aperta: canoa, pesca, equitazione, trekking e numerose altre attività sportive.

Nelle splendide faggete sono presenti diversi rifugi liberi ed aree sosta dove fare pic-nic in famiglia o tra amici immersi nella natura, scorgendo di tanto in tanto qualche volpe, capriolo, leprotto e per i più fortunati sua maestà il Re del bosco, il cervo. Infine non perdersi poi i luoghi della storia e della cultura.

A un passo dalle Cinque Terre e dalla Versilia, Albareto vi aspetta.

Comune di
piazza Giuseppe
Tel. 0525/999231
Fax 0525/929459
info@comune.albareto.pr.it

ufficio.turismo@comune.albareto.pr.it 
http://www.comune.albareto.pr.it/
https://sites.google.com/site/prolocoalbareto/
http://www.fieradialbareto.it

BEDONIA

Bedonia é un grazioso paesino caratterizzato dai toni chiari delle case e dalla totale assenza di fortificazioni.

Mentre passeggiavamo su e giù nelle sue stradine colorate per alcuni versi ho trovato tante similitudini con alcuni dei più bei borghi liguri finora visitati.

Impressione confermata a fine giro, quando siamo stati accompagnati dai nostri Ciceroni, il consigliere comunale Valentina Bernabò e Mattia Lezoli, volontario presso l’ufficio turistico Altavaltaro,a provare la focaccia appena sfornata nell’Antico Forno di Bedonia.

Noi l’abbiamo trovato il luogo ideale per rilassarsi e riscoprire il piacere di vivere lontano dagli stress cittadini e ci siamo ripromessi di tornare anche in altri momenti dell’anno, anche in estate, quando a Milano il caldo si fa soffocante e viene voglia di cambiare aria, senza essere costretti ad andare troppo lontano da casa.

Nel centro storico ci siam lasciati incantare dalle vetrine di antiche botteghe artigiane e abbiamo ammirato la pieve di Sant’Antonio Martire e il Santuario della Madonna di San Marco.

Dal tartufo alla trota

Bedonia, però, è famosa anche per il suo tartufo e per la trota e per le fiere che vengono organizzate qui per celebrare questi ingredienti deliziosi (la sagra della trota il terzo week end di agosto e la fiera del tartufo gli ultimi due di ottobre).

Tra l’altro siamo tornati a casa con del buonissimo tartufo che abbiamo grattato su un ovetto appena arrivati a Milano.

Parlando di trote invece, mi toccherà aspettare la prossima estate per partecipare a questa amatissima sagra ormai consolidata.

A tal proposito, durante il nostro giro a Bedonia, abbiamo avuto anche il grande piacere di conoscere Alex Biolzi, presidente e coordinatore di questo bellissimo momento di aggregazione, Paolo Masala, Capogruppo degli Alpini della sezione di Bedonia e Gerardo Piombo, in rappresentaza della Croce Rossa di Bedonia, Compiano e Tornolo, importante e sicuro punto di riferimento per tutti gli abitanti della montagna.

Considerato che anche a Bedonia le feste si prendono sul serio, vi lascio un piccolo riepilogo di alcuni degli eventi più in vista:

– Rally del Taro (fine maggio-giugno)
– Fiera della madonna di San Marco (secondo week end di luglio)
– Notti Rosa (Agosto)
– Sagra della Trota (3 week end di agosto)
– Fiera del tartufo (ultimi due week end di ottobre)

Siti interessanti:

Polo museale Bedonia Gruppo Alpini Bedonia

http://www.seminariobedonia.it/polo-museale/planetario/

Centro Commerciale Naturale “Bedonia”

http://www.ccnbedonia.it/

Gruppo Alpini Bedonia

http://www.comune.bedonia.pr.it/gruppo-alpini-di-bedonia

Trekking Taro e Ceno

https://www.trekkingtaroceno.it/

Turismo Val di Taro

http://www.turismovaltaro.it/index.php

BORGO VAL DI TARO

Borgo val di Taro, considerata la capitale dell’Alta Val Taro, si può ben definire un’isola felice per la gastronomia e l’ambiente.

Il paese vanta una grande storia, che va ricercata nel suo nome originario di Turris, e ancora oggi ne restano segni nell’urbanistica e nell’architettura del territorio, come per esempio la pieve romanica di San Cristoforo a San Pietro.

Durante l’ultimo conflitto mondiale, Borgo val di Taro fu teatro di numerosi epispodi legati alla guerra di Resistenza, e nel 1985 il gonfalone del comune di Borgo val di Taro venne decorato dalla Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Ora il paese è noto soprattutto per la sua ottima qualità di vita e per i suoi funghi, di cui il porcino, che porta il marchio IGP, è il protagonista indiscusso.

Ogni anno, infatti, questo prelibato prodotto del sottobosco attira turisti da ogni dove che a Borgotaro possono gustare tutte le ricette tipiche, dalle tagliatelle, ai funghi fritti e sott’olio.

Il periodo autunnale, quindi, è il più ricco in assoluto dal punto di vista delle manifestazioni e degli eventi in generale, con la capofila, la Sagra del fungo di Borgotaro, che si tiene ogni anno il terzo e quarto week end di settembre.

Anche nei mesi estivi, però, Borgotaro diventa luogo ideale per chi vuole trascorrere una vacanza all’insegna della cultura, del divertimento e del relax in splendidi ambienti naturali.

Infatti il comune di Borgo val di Taro ha da poco ottenuto la Certificazione Ambientale ISO 14001, ed inoltre è entrata nel circuito delle “Cittàslow”, che accomuna tutti i piccoli centri in cui il buon vivere è una priorità.

Anche per Borgo Val di Taro vi lascio di seguito qualche link interessante.

Comune di Borgo Val di Taro

http://www.comune.borgo-val-di-taro.pr.it

Sagra del Fungo di Borgotaro
http://www.sagradelfungodiborgotaro.it

Fiera del Fungo di Borgotaro IGP

http://www.fungodiborgotaro.com

Fiera del Fungo di Borgotaro IGP

Carnevale Borgotarese

Carnevale Borgotarese

TORNOLO

Il paese di Tornolo sorge a più di 600 m s.l.m., alla convergenza del Monte Alto e del Monte Zuccone sopra un antico terrazzo fluviale.

Da visitare la chiesa parrocchiale dedicata a San Bernardino che conserva preziosi stucchi risalenti al XVII secolo. Del territorio comunale fanno parte anche la rinomata località di villeggiatura estiva Tarsogno, il “terzo segno” su cui i Romani avevano costruito la Via Claudia, la strada che collegava l’Emilia alla Toscana.

Degno di nota é anche il borgo di Santa Maria del Taro, ultimo baluardo parmense da cui, attraverso il Passo del Bocco, si raggiunge Chiavari in soli 30 minuti d’auto; é un raccolto paesino medievale, sede dell’antico monastero di Bobbio, in cui spicca il ponte di pietra detto Dei Priori. Il comune di Tornolo comprende inoltre una serie di minuscole frazioni composte da caratteristiche case in pietra, come Foppiano o Breva, dove il tempo sembra essersi fermato.

– www.comune.tornolo.pr.it
– www.prolocotarsogno.it

COMPIANO

Compiano é un piccolo borgo castellano arroccato su un promontorio che si affaccia sul Taro.

Ha conservato perfettamente il suo aspetto medievale come dimostrano la cinta muraria, l’ingresso fortificato chiamato “Porta delle Monache”, le caratteristiche case torri e i palazzi nobiliari.

Attraverso irte stradine si sale alla piazzetta belvedere da cui si può godere del suggestivo panorama offerto dalla vallata sottostante o visitare l’interno della Chiesa di San Giovanni Battista.

Da visitare anche il Museo degli Orsanti, antichi precursori degli artisti circensi originari proprio di queste terre.

Passeggiando per Compiano si respirano la storia e la cultura.

Prima di iniziare il nostro giro, in compagnia del gentilissimo e preparatissimo assessore sara Tambini, abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Francesco Mariani e Manuel Camisa, rispettivamente Sindaco di Compiano.

Comune di Compiano
http://www.comune.compiano.pr.it/

Castello di Compiano
http://www.castellodicompiano.it/

Fiera di san Terenziano
http://www.fieradisanterenziano.it/?works=il-mercato-della-fiera-millenaria-di-san-terenziano

Come arrivare

Vuoi conoscere anche tu l’Alta Val Taro? Ne sono felice.

Eccoti allora qualche indicazione.

Come arrivare:

In treno linea ferroviaria Parma-La Spezia, stazione di Borgo Val di Taro

In auto: Autostrada A15, uscita Borgotaro

Da Milano sono quasi 2 h.

Dove mangiare

l’Alta Val di Taro è davvero ricca di strutture ricettive, hotel, b&b, ristoranti e trattorie per ogni gusto. Per questo vi consiglio di contattare direttamente l’Ufficio turistico, che sarà ben contento di guidarvi e consigliarvi anche così.

Dove mangiare

Noi abbiamo lasciato il cuore alla Trattoria Al Fondo

Di Borgotaro e sono ormai due settimane che sento Gigi dire ad amici e parenti di voler organizzare presto un pranzo in questa trattoria incredibile.

“i migliori tortelli mai provati” dice.
E io dietro ad annuire e confermare che è vero, che nonostante nel mio sangue scorra sangue emiliano (bisnonna di Borgotaro e nonno di Campegine), nonostante io abbia la fortuna per passione prima e per lavoro dopo di visitare molti ristoranti, nonostante la pasta ripiena sia di casa…. Sì, ha ragione Gigi.

Alla trattoria al Fondo ho assaggiato i migliori tortelli alle erbette mai provati prima, ma anche tanti altri deliziosi piatti.

Quindi torneremo presto, perché due ore non sono niente se si viaggia in compagnia e si ha la finalità di andar mangiare bene.
Unico guaio: non siamo i soli ad apprezzare questa trattoria e quindi occorre prenotare con il giusto anticipo.

Fabio e Michela, da ormai 10 anni, hanno fatto di questo locale un piccolo centro della gastronomia della Valditaro.

Qui potrete assaggiare l’autentica cucina del territorio parmense realizzata però con ingredienti di qualità e con gran perizia ai fornelli, soprattutto nella cottura.

Tra i primi da non perdere i tagliolini o il risotto con i funghi porcini e i tortelli di patate con tartufo (io prenoterò quelli di zucca, pare che siano incredibilmente buoni).

Come secondi consigliati l’arrosto di vitello, il coniglio alla cacciatora con funghi porcini, il cinghiale con polenta o il guanciale con funghi porcini.

Ottimi anche i dolci della casa, ben rifornita la riserva dei vini.

Indirizzo: Salita Nazario Sauro, 1, 43043 Borgo Val di Taro
Telefono: 0525 97892

Dove dormire

Anche in questo caso, anche e soprattutto a seconda del giro che vorrete fare e della tipologia di soggiorno che desidererete, sono sicura che l’ufficio turistico sarpà suggerirvi tante strutture.

Noi abbiamo pernottato nell’agriturismo (e azienda agricola biologica) Il cielo di Strela di Mario Marini, il luogo ideale, secondo noi, per trascorrere qualche giorno immersi nella natura, respirando aria buona e facendola respirare anche a Giulia e Vittoria.

I campi e la terra rivestono il ruolo di attore principale in questo bellissimo progetto.

Potrete riposarvi in stanze ampie, nuovissime e arredate con gusto, godendo di un panorama affacciato sulle montagne circostanti, verdi e silenziose.
All’interno dell’agriturismo Il Cielo di Strela è, infatti, possibile soggiornare in una nuovissima struttura realizzata in bio-architettura.
L’agriturismo dispone di 3 camere spaziose ed accoglienti e immerse nel silenzio.

Inaugurata nel 2014, l’Agriturismo Il Cielo di Strela è un’azienda agricola biologica certificata costruita in bio-architettura.
A metà strada tra Borgo Val di Taro e Bedonia, a un’ora da Sestri Levante, l’azienda punta molto sulla cucina: lo chef e proprietario Mario Marini, diplomato alla scuola Alma di Colorno, utilizza prodotti dell’azienda agricola o di piccoli produttori locali, preparando piatti della tradizione emiliano-romagnola con influenze liguri nell’adiacente ristorante Il Cielo di Strela.

http://www.ilcielodistrela.it

Insomma, se è vero che ultimamente per me risulta sempre più complicato riuscire a trovare del tempo per dedicarmi alle cose di tutti i giorni, è anche vero che scrivere in modo sincero di qualcosa che ci ha piacevolmente impressionati non lo è stato affatto.

E poi, in questa mattinata uggiosa, ho già viaggiato tantissimo scrivendo questo post, ignorando del tutto il ticchettio della pioggia contro le finestre di casa.

In Alta Valtaro voglio tornarci e vorrei che fosse il prima possibile.

Per ritornare a quel vivere lento e consapevole che ogni anno provo ad impormi e ogni anno mi sfugge di mano, una volta tornata a Milano.

Vorrei tornarci non solo per godere maggiormente di tanti piccoli dettagli sui quali non siamo riusciti a soffermarci non avendo molto tempo a disposizione, ma anche e soprattutto per tornare lì.

Lì ad ogni angolo, ad ogni profumo, ad ogni assaggio, per rivivere il riaffiorare continuo di dolci ricordi e di esperienze di un passato che, per fortuna, ritorna.

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