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21 dicembre: spalanchiamo porte, finestre (e cuore) allo Spirito del Natale

Non esiste momento dell’anno che mi emozioni più del Natale!

Sarà che l’ho sempre festeggiato tra le persone che amavo, circondata da atmosfere magiche, sarà che alla fine sono una romantica e che mi commuovo ancora per un albero pieno di luci, una scalinata o un camino decorati, le musiche di una volta nell’aria, i soliti, immancabili, film strappalacrime che trasmettono a dicembre in tv e quella sensazione, senz’altro un po’ infantile, che, almeno per una notte all’anno, tutto, e dico tutto, possa succedere ed ogni sogno realizzarsi.

L’ho sempre trovata una festa magica, una scusa bellissima per raccogliersi insieme intorno all’albero, per rivedere amici e parenti vicini e lontani, per preparare la tavola come in realtà sarebbe bellissimo fare ogni giorno dell’anno e per trascorrere un pranzo o una cena insieme, consumando portate preparate con amore.

Questa fissa del Natale ce l’ho da sempre, che mi trovi a Milano (con immancabile brindisi di mezzanotte fuori da Santa Maria delle Grazie), in una baita in montagna a scorgere dalla finestra la neve che scende dal cielo o al caldo dei miei Tropici, sotto una palma piena di lucine.

Così è. Il Natale ha un fascino tutto particolare per me!

Ed è per questo che, tra novembre e dicembre, adoro che la nostra casa si trasformi e che ci sia un po’ di Natale in ogni suo angolo, in ogni sua stanza.

Non può mancare un cd a tema nella mia auto né nello stereo di casa e, nonostante la fatica di due gemelle e un gatto cucciolo per casa, nemmeno quest’anno abbiamo rinunciato al nostro albero tutto rosso e bianco. A una cosa, però, abbiamo dovuto dire no: niente villaggio di Natale quest’anno, ma, d’altronde, con il trasloco previsto per marzo, ci saremmo complicati ulteriormente la vita.

Tuttavia lo spirito del Natale aleggia già in casa nostra, anche se, per seguire le tradizioni della mia infanzia caraibica fino in fondo, dovremo aspettare ancora qualche giorno e spalancargli le porte il 21 dicembre con un bellissimo rituale.

Vi ricordate quel gioco che facevamo da bambini Quello dei “se fossi…”?

Se fossi un numero sarei il 21.

Se fossi un periodo dell’anno sarei il Natale.

Quando sono stata scelta per essere una delle 24 caselline del calendario dell’avvento di Folletto, in occasione della bella iniziativa #PENSAPULITO (anche) a Natale, non ho avuto dubbi né sul giorno, né sull’argomento.

Se mi leggete saprete ormai quanto questo numero torni nella mia vita in continuazione.

E poi, parlando di pensieri puliti, esiste forse un pensiero più puro e pulito dello Spirito del Natale?!?

Quello che vi racconterò oggi è un bellissimo rituale natalizio che porto avanti da 37 anni e che vorrei tanto si diffondesse anche in Italia.

Origini della tradizione dello Spirito del Natale

Un’antichissima tradizione scandinava, accolta ed adottata in Venezuela, ma diffusasi anche in diversi altri paesi del mondo, racconta, infatti, che ogni anno, in occasione del solstizio di inverno, il 21 dicembre, lo spirito del Natale scenda sulla terra per entrare nelle nostre case, donarci pace, amore, salute e serenità, ascoltare e trasformare in realtà i nostri desideri più intimi e profondi.

Questa tradizione si celebra prima della mezzanotte del 21 dicembre (tra il 21 ed il 22 dicembre), perché, nel corso della notte lo spirito del natale faccia ingresso nelle nostre case mentre noi dormiamo.

La casa dovrà essere calda ed addobbata e noi sereni, pronti a fare una sorta di bilancio dell’anno appena concluso e a mettere insieme quelli che potrebbero essere i nostri desideri più veri e grandi per l’anno a venire.

Ogni anno, tra le 22:00 e le 24:00 del 21 dicembre recupero dall’ultimo ripiano di un armadio che apro davvero di rado, una vecchia scatola di latta.

Chi di voi sperimentasse per la prima volta questo “rituale” dovrà procurarsi una scatola di questo tipo e pensare in anticipo a dove poterla lasciare (e dimenticare), possibilmente al buio, per un anno intero senza mai aprirla fino al 21 dicembre dell’anno successivo.

Se è la prima volta che accogliete in tal modo lo spirito del Natale, procuratevi della carta e ricavate da un foglio 10 fogliettini, su ciascuno dei quali scriverete un desiderio.

Ricordate che l’Universo accoglie sempre prima i pensieri ed i desideri rivolti al prossimo ed espressi per gli altri e non quelli pensati per se stessi, così che siate generosi scrivendone diversi anche per amici e parenti, perché possano essere sereni e felici, perché possano guarire, se malati, perché trovino un lavoro, un amore o possano aspettare un bambino, se è ciò che desiderano.

Ma anche perché chi vive in guerra con il mondo rassereni il proprio animo, chi vive guardando l’orto del vicino inizi a concentrarsi per rendere il proprio giardino sempre più rigoglioso e magico.

Ovviamente nessuna delle persone con voi potrà leggere il contenuto dei vostri biglietti nè venire a conoscenza di cosa abbiate chiesto allo spirito del Natale.

A questo punto, se non avrete celebrato da soli lo spirito del Natale, è importante che ogni componente della famiglia, dopo aver piegato più volte su loro stessi i foglietti, segni i propri con la sua iniziale, in modo da renderli immediatamente riconoscibili l’anno successivo.

Una volta che avrete meditato bene su ogni desiderio, avrete piegato i foglietti e segnato le vostre iniziali riponeteli insieme a quelli degli altri nella scatola di latta, chiudetela e fatela sparire in qualche angolo nascosto della vostra casa.

Accendete quindi sul vostro balcone o davanzale una candela bianca e lasciate che il Natale entri nella vostra casa nel corso della notte.

L’anno successivo, prima di ripetere lo stesso identico rituale, aprirete la scatola e recupererete ognuno dei vostri 10 desideri.

Vedrete così quanti di essi si saranno realizzati, quanti restano ancora da esaudire e, soprattutto, capirete quanti di quelli non esauditi avrete voglia di chiedere nuovamente.

Potrete commentare con amici e parenti solo quelli che si sono realizzati o quelli che non sono purtroppo accaduti ma che ciò nonostante non vi interessa più che si avverino.

Lascerete gli altri segreti.

A questo punto prendete una candela rossa, accendetela e, con la sua fiamma, date fuoco su un piattino (e possibilmente all’aperto) a tutti i foglietti contenenti i desideri realizzati e, quando saranno divenuti cenere, soffiatela nel vento ringraziando lo spirito del Natale.

Tutti gli altri li brucerete con la fiamma di una candela bianca, prima di procedere con altri 10 desideri per l’anno in arrivo.

La candela rossa e quella bianca resteranno sul vostro davanzale o nei vostri giardini fino a quando non si saranno completamente esaurite.

Ora, io non so dirvi con certezza se lo Spirito del Natale esaudirà i vostri sogni.

Ma posso assicurarvi che è una bellissima tradizione natalizia ed un bellissimo modo per riflettere su quelli che sono i nostri veri desideri e quelli che invece dimentichiamo nell’arco di 12 mesi.

Ma anche per imparare a donare davvero agli altri.

Una parte di noi, un pensiero, un augurio sincero.

Per me un Natale senza scatola di latta, candele e desideri non sarebbe un Natale e quindi festeggio così da oltre 25 anni.

E poi, sarà anche un caso, ma posso giurarvi che molti tra i desideri espressi negli anni si sono realizzati.

Caso o non caso non lo so.

I pensieri puliti, quando vengono espressi con il cuore, trovano sempre qualcuno ad accoglierli e realizzarli!

Buon Natale a tutti voi…

…e che ogni vostro sogno diventi realtà!

Post sponsored by: Folletto
Progetto: #PensaPulito
Testo: Francesca Guatteri
Photo credit: dalla rete
Francesca Guatteri

L'autore

Francesca Guatteri