Gite fuori porta: un fine settimana alla scoperta dell’Alta Brianza

di Francesca
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Alta Brianza da scoprire, a pochi Km da Milano

In Lombardia ci abito da tanti anni, ormai.

E quasi mi vergogno di non averla mai conosciuta davvero, di aver tralasciato del tutto alcune sue zone.

Anche questa è una forma di ignoranza e spero di poter rimediare in primis tornandoci presto in qualità di turista insieme alla mia famiglia, e poi raccontandovi tutte le cose belle e interessanti che è possibile fare e vedere in Alta Brianza.

Se dico “Lombardia” cosa vi viene in mente?

La Lombardia è una regione che porta a pensare più facilmente alle gradi città del nord, ai lavoratori incalliti, ad un groviglio di aziende e fabbriche e a distese di cemento, più che ad un luogo ricco di luoghi di interesse, di zone verdi, laghi navigabili, lunghe piste ciclabili, numerose ville patrizie con relativi giardini storici, attrazioni paesaggistiche e borghi dove il tempo sembra essersi fermato.

La Brianza: un mondo tutto da scoprire

In Alta Brianza ci siamo imbattuti in un mondo perso da ritrovare, da ricostruire.

Un mondo ricco di storia e di mestieri, di fatiche e sacrifici.

In un territorio verdissimo e strettamente legato alla natura, all’acqua e alla roccia, presentissime in queste zone dove il Lambro è il vero protagonista.

Il nostro tour è durato appena due giorni ma la sensazione, condivisa, è stata quella di essere stati via molto più tempo

Forse perché quando si sta bene il tempo vola, forse perché eravamo un bel gruppo coeso e poi perché questo viaggio è stato ricco di spunti interessanti e scoprire realtà nuove, oltretutto dietro casa, è sempre molto stimolante.

Guida di viaggio per una vacanza alla scoperta dell’Alta Brianza

Inverigo: Villa La Rotonda, Santa Maria della Noce e il viale di cipressi

 

Il nostro tour alla scoperta dell’Alta Brianza ha avuto inizio proprio ad Inverigo, antico e suggestivo borgo
sulle colline della Brianza comasca.

Ad accoglierci il nostro tour leader Emiliano Ronzoni, giornalista e grande conoscitore di luoghi e persone del territorio brianzolo.

Insieme a Emiliano, la Professoressa Cuter, che ci mostrerà le bellezze brianzole durante la prima parte del nostro tour.

Da lì a poco scopriremo che Inverigo è famosa in tutta Italia, oltre che per la sua fama di capitale del vimini e perché sede della Fondazione don Gnocchi, soprattutto per le sue bellezze architettoniche e per i tanti monumenti degni di nota.

Per esempio Villa Cagnola, conosciuta come “La Rotonda”, realizzata agli inizi dell’Ottocento sul più alto colle di Inverigo e impreziosita da numerosi elementi neoclassici, il Gigante, statua di Ercole e Santa Maria della Noce con il suo suggestivo viale di cipressi che ci fa subito pensare a Bolgheri.

Lo stradùn in pee (stradone in piedi) viene definito così in modo dialettale dai suoi abitanti.

Il tratto che da Villa Crivelli , residenza di una delle famiglie più antiche del patriziato Milanese e centro del potere poliziesco e militare della regione, scende verso il santuario di Santa Maria della Noce ed è stato realizzato per volere del marchese Crivelli.


La costruzione del viale voleva facilitare il collegamento tra il borgo di Inverigo e il Santuario con ”una via più breve per arrivare alla fonte di salvezza”.

In effetti questo viale collega alcune tra le principali opere monumentali e architettoniche del paese: La Rotonda, il Gigante, villa Crivelli, il santuario di Santa Maria alla Noce e l’oratorio di Sant’Andrea al Navello.

Il Santuario di Santa Maria della Noce – Inverigo

 

Una volta qui lasciatevi incantare da questo santuario di armoniose proporzioni e dedicate un po’ di attenzione al pregevole lavoro di intaglio del portone e alla torre in cotto che oggi funge da campanile.

Sul piazzale sorgono invece i portici dell’antico mercato della seta.

Consigli di Viaggio: Inverigo e La Rotonda del Cagnola

Il nostro tour alla scoperta dell’Alta Brianza prosegue verso La Rotonda, un edificio incantevole e maestoso, sicuramente il più imponente di Inverigo.

Villa neoclassica voluta e realizzata dal Cagnola, è ancora oggi una delle meraviglie della Brianza.

Si dice che siano stati proprio questi panorami a ispirare alcune delle opere di Foscolo, che era un assiduo frequentatore di queste zone.

La tradizione vuole, infatti, che Foscolo sostasse a meditare sul sasso, cinto di edere, del giardino della Rotonda.

E secondo voi potevo forse esimermi dal farmi la foto seduta nello stesso punto?

 

Circondata dai cipressi e dai pini italici, La Rotonda riposa indisturbata sulla sommità della collina di Inverigo, da cui si gode una vista mozzafiato.

L’edificio presenta un corpo a pianta centrale sormontato da una grande cupola emisferica.
Sul fronte Sud, su un sistema di terrazze degradanti, potrete ammirare gigantesche cariatidi.

Questa zona ricca di storia e ville maestose suggerisce altre tappe interessanti:

Villa Sormani, a Pomelasca, sorge su una collinetta tra i Comuni di Lurago d’Erba e Lambrugo.
Restaurata dall’architetto Carlo Amati (autore della facciata del Duomo di Milano) nel tempo perse il suo carattere secentesco per assumere l’attuale stile neoclassico che tuttora presenta.

All’interno della proprietà vi sono due edifici religiosi e un bellissimo parco all’italiana sul retro della villa da cui è possibile godere di una bellissima vista sui monti circostanti, all’ombra di diverse pregevoli specie botaniche come cedri, faggi, sequoie giganti, tigli e palme.

Villa Perego a Cremnago è una villa settecentesca che ospita serre realizzate dal Piermarini.

Alla scoperta dell’Alta Brianza: perché non farlo in bicicletta?

Mentre scrivo torno indietro di qualche giorno e ripercorro ogni passo del nostro bel tour alla scoperta dell’Alta Brianza. Penso a quanto oggi le distanze siano nulle, a quanto poco ci voglia per arrivare in queste zone.

Una volta, nemmeno tanto tempo fa, quelle che oggi per noi sono gite fuori porta erano veri e propri viaggi.

Oggi ci si arriva in men che non si dica e in tanti decidono di visitare queste zone proprio in bicicletta.

Noleggio bici nel Parco Regionale della Valle del Lambro

Il Parco Regionale della Valle del Lambro ha realizzato velostazioni lungo le principali tratte ferroviarie in prossimità delle stazioni di Macherio, Inverigo, Erba in provincia di Como e Rogeno nel lecchese.

Oltre ad essere un punto di deposito e noleggio per le bici del Parco, ospitano una piccola officina a servizio anche delle bici dei privati e un info-point del Parco.

Qui è possibile affittare diversi mezzi, bici per uomini, donne e bambini e mountain bike.

E, aggiungo, affittare una bicicletta per visitare l’Alta Brianza ha molto senso.

Sono tante e diverse le zone immerse nella natura che meritano una passeggiata in bici o a piedi.

Lambrugo – Oasi di Baggero: esempio di recupero ambientale

Abbandonate l’auto, iniziate una bella passeggiata e spingetevi fino a Lambrugo, per visitare l’oasi naturalistica di Baggero che sorge dove una volta si trovava La Holcim, multinazionale del cemento che per decenni ha caratterizzato l’economia del luogo.

L’Oasi di Baggero è il frutto del recupero ambientale di una grandissima area utilizzato, fino agli anni ’70, per lo sfruttamento minerario.

E’ un lungo lavoro di rivalorizzazione che, dal 1970, punta i riflettori su due laghetti formatisi all’interno dei vecchi scavi utilizzati per l’estrazione della marna.

Questo spazio, con divieto assoluto di balneazione, è un luogo oggi battuto da famiglie, gruppi di ciclisti e runner in cerca di pace e natura.

Costeggiano i laghetti nuovi sentieri pedonali che permettono di percorrere intorno ai laghetti un itinerario ad anello e di collegarsi ai percorsi ciclopedonali presenti.

L’oasi si presta per uscite scolastiche e offre un’area giochi per bambini, un’oasi stellare per le osservazioni astronomiche, un centro didattico e persino un ostello a buon mercato.

Il parcheggio dell’oasi di Baggero è anche uno dei punti per accedere alla ciclovia che permette di percorrere la via delle ville e dei paesaggi storici attraversando zone di grande interesse storico e paesaggistico, aree naturalistiche e ambiti monumentali.

 

Gita in bicicletta nell’Oasi di Baggero

Queste zone sono particolarmente amate anche dai cicloturisti.

Al suo confine transita una pista ciclopedonale del parco della Valle del Lambro che, partendo dal parco della Villa di Monza, si snoda fino al lago di Alserio e da lì si riconduce con le ciclopedonali che scendono dalla Svizzera e dal nord Europa.

Giugno stregato

Ogni anno a Lambrugo, nel mese di giugno, si ripete quella che più comunemente viene chiamata: “Notte delle Fate o delle Streghe”, una notte incantata che regala un po’ di magia ai piccoli abitanti del comune.

Un mago druido, infatti, accompagna un codazzo di bimbi festanti in una passeggiata serale per le vie del paese, fermandosi di tanto in tanto ad ascoltare fiabe incantate.

Una sosta in agriturismo per pranzo: Buena Vista Social Golf

Dopo tanto camminare a noi è venuta fame.
Così, a questo punto del nostro bel tour, i nostri Ciceroni ci conducono in un posticino che vi suggerisco caldamente.

Ora vi spiego perché.
Dopo aver ammirato le prime bellezze naturali e architettoniche dell’Alta Brianza, una sosta al Buena Vista Social Golf di Anzano del Parco è d’obbligo.

Oggi, oltre ad essere “il più bel campo da golf in Brianza”, è un delizioso agriturismo immerso nel verde.

Un tempo qui nacque la Fattoria Scaldasole che oggi noi tutti conosciamo.

Seduti a tavola all’ombra di un pergolato circondato da immensi alberi secolari, abbiamo pranzato assaggiando piatti preparati prevalentemente con i prodotti biologici della fattoria, in compagnia di Marco Roveda, proprietario dell’agriturismo e fondatore della Fattoria Scaldasole, oltre che di LifeGate.

Se pranzerete in questo agriturismo ordinate qualcuna delle birre “Marco Roveda” perché sono davvero buone.

Nessuno di noi avrebbe più smesso di ascoltare la storia di quest’uomo illuminato e visionario, così ricca di colpi di scena e di dimostrazioni tangibili che nella vita il detto “volere è potere” ha davvero molto senso.

Alla scoperta dell’Alta Brianza, tra laghi navigabili e paesaggi unici

Il giro in battello del Lago di Pusiano

 

Recuperate le energie ma comunque un po’ rallentati dal pranzo (e dalle birre), ci siamo diretti verso Bosisio Parini.

Qualora riusciste a organizzare la vostra gita in Alta Brianza, ritagliatevi assolutamente un paio d’ore per navigare il lago di Pusiano, a bordo di un battello elettrico.

Li troverete al molo soltanto la domenica pomeriggio e ogni corsa dura circa 75 minuti.

I battelli saranno solo elettrici, perché il il lago rientra tra le zone protette del Parco Valle Lambro e sono assolutamente vietate le imbarcazioni a motore.

Dal lago potrete ammirare tutti i paesi che si specchiano nelle sue acque: Pusiano, Eupilio, Longone e Ponte Lambro e riuscirete ad avvicinarvi anche alla bella e piccola Isola dei Cipressi: un’oasi naturalistica di proprietà privata che, oltre a una casa, ospita diverse specie alloctone.

Da qualche mese, purtroppo, l’isola dei cipressi non è più visitabile e noi l’abbiamo ammirata a distanza di qualche metro, dal battello.

Per qualsiasi informazione vi consiglio di visitare il sito della Pro Loco, il cui scopo è quello di promuovere la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del territorio.

Cavo Diotti: la diga in attività più antica d’Italia

Probabilmente, nel vostro programma di viaggio già molto intenso, non inserirete una visita al Cavo Diotti, ma noi ci siamo stati e due righe in merito vorrei comunque scriverle.

Questa diga antichissima esiste dal 1812, si trova a Merone ed è considerata una vera e propria Svolta per la sicurezza idrogeologica della Brianza.

La diga in attività più antica d’Italia, oggi permette di regolare il flusso delle acque a decine di chilometri di distanza, con un semplice clic su un telefonino.

Dove dormire in Alta Brianza: Il Corazziere – Hotel & Ristorante

Se voleste prendervela con calma e avere più tempo per visitare l’Alta Brianza, potreste prenotare una stanza dove abbiamo soggiornato noi.

All’Hotel Il Corazziere vi sentirete sicuramente a casa.

Anzi, meglio che a casa.

Qui potrete concedervi un bel tuffo in piscina o un rilassante aperitivo prima di cena, all’interno di una struttura curata e molto gradevole, che interagisce attivamente con il Parco Valle Lambro.

Il Resort si trova sull’Isola di Baggero, frazione del Comune di Merone, istituita nel 1722 da un gruppo di monache benedettine.

Il Mulino di Baggero

Impossibile soggiornarvi senza e fare una scappata nel limitrofo Mulino di Baggero.

Questo antico (e bellissimo) mulino oggi è diventato museo e luogo di incontro che incanta con la sua ruota ancora funzionante.

Proprio nel mulino abbiamo incontrato un’altra figura interessante: Andrea Camesasca, che oggi conduce con grande visione e capacità questo resort nato per volere del nonno Giuseppe.

Proprio Andrea, con una presentazione del territorio legato fortemente alla storia della sua famiglia, ci ha fornito diversi spunti di riflessione portandoci a comprendere ancora meglio quanto, in queste zone, sia più che mai fondamentale sviluppare un turismo consapevole.

Un turismo che spinga sulla scoperta di queste aree, alla scoperta dell’Alta Brianza.

Il vero lusso? Più tempo per noi.

Come dice giustamente Andrea durante una presentazione molto appassionata, tutti parlano di lusso senza accorgersi che, in realtà, il vero lusso non si compra ed è, banalmente, avere tempo per se stessi.
È stare bene.
Vivere in un ambiente pulito.

Guardare come la natura si riprende i propri spazi.

Un turismo diverso, più consapevole

Dovremmo scoprire (e promuovere) un turismo diverso, in grado di valorizzare il nostro paese.

Fatta anche di storie da tramandare e tradizioni da non perdere.

Spesso le cose non cambiano e non si sviluppano solo per una mancanza di cultura.

La famiglia Camesasca ci crede e riesce a dare il buon esempio, sia con una serie di attività volte a promuovere il territorio, sia realizzando una struttura in classe A, che oggi, attraverso l’attività del mulino e altri accorgimenti, come ad esempio i pannelli solari, è in grado di fornire il 50% dell’energia richiesta dall’attività sfruttando forze della natura come sole, acqua e vento.

Dopo una bella doccia e un aperitivo davvero energizzante è il momento della cena.

Volendo avremmo potuto cenare in hotel, nel Ristorante Il Corazziere situato in una cornice scenografica molto suggestiva, con diverse proposte in menù della tradizione regionale.

Il Corazziere – Hotel & Ristorante

Via Mazzini, 4

Merone
Telefono: 031 617181

Ci torneremo sicuramente, ma abbiamo in programma un’altra tappa per finire il nostro primo giorno di tour: una cena vista lago a base di specialità della zona allo storico Ristorante Negri.

Sedetevi e lasciatevi guidare dai consigli del proprietario Giacomo Negri, ma non rinunciate per nessun motivo al mondo al risotto col pesce persico e agli assaggi di dolci della casa.

Ristorante Negri

Via Mazzini, 26

Pusiano
Telefono: 031 655706

Secondo giorno di tour alla scoperta dell’Alta Brianza:

Villa Carcano ad Anzano del Parco

 

Una volta fatta colazione al Corazziere ci rimettiamo in viaggio, questa volta per raggiungere Villa Carcano, ad
Anzano del Parco.

Qui ci accoglie Giorgio Bosetti Carcano, con un’altra bellissima storia che non finiremmo più di ascoltare.

Ci troviamo così bene che, prima di salutarci alla fine della nostra visita, rimaniamo per rivederci in autunno per una bella tartufata, quando il parco sarà da togliere il fiato, spennellato di rosso, giallo e arancio.

Parco e Villa Carcano è un complesso privato di grande valore paesaggistico, architettonico e botanico, idealmente situati lungo il percorso dei Laghi del Nord Italia e delle Ville di Delizia dell’alto Milanese.

La villa venne realizzata nel 1810 su progetto di Leopoldo Pollack in uno stile neoclassico, all’interno di uno straordinario giardino storico ricco di specie botaniche, viali con piante secolari, angoli in fiore e un’atmosfera davvero romantica.

La visita del Parco permette di immergersi nella quiete di un grande e antico giardino privato e, seguendo i sentieri, si raggiunge il laghetto con la sua piccola isola.

Vi consiglio assolutamente di segnare in agenda questo indirizzo.

Normalmente la villa non è aperta al pubblico, ma è comunque possibile visitarla telefonando o scrivendo ai proprietari e organizzandosi con lui (che è molto gentile e disponibile).

 Parco di Villa Carcano

Via Piave, 4
Anzano del Parco

(Como)

Telefono: 340 946 2516
E-mail: villacarcano@gmail.com

Come vi sarete resi conto queste zone non risultano perfette solo per le famiglie o i ciclisti, ma anche per chiunque voglia immergersi completamente nella natura e concedersi, eventualmente, anche qualche bella passeggiata.

Il bosco della Buerga

In occasione del nostro tour alla scoperta dell’Alta Brianza abbiamo percorso un suggestivo sentiero naturalistico nel bosco della Buerga: una mulattiera composta da tre rami che permette di raggiungere il Casin del Lago con brevi camminate.

All’inizio di ognuno dei tre rami, dei pannelli didattici illustrano le caratteristiche del lago presentandone brevemente le origini e gli aspetti ambientali e naturalistici che lo caratterizzano.

Pranzo con vista: trattoria Al Glicine

Il nostro tour è a tutti gli effetti un’alternanza di bellezza e sapori e così la mattinata vola ed è già ora di pranzo.

Ci aspettano Al Glicine , una trattoria tipica con un’incredibile vista panoramica di Erba dove abbiamo mangiato molto bene (risotto menta e limone superlativo) e assaggiato diversi piatti della tradizione preparati dal giovane e promettente chef Alessandro Aquaro.

Terminato il pranzo vorremmo tutti sdraiarci all’ombra del glicine che ricopre il pergolato e invece no. Di cose da vedere ce ne sono ancora tante e così ci rimettiamo subito in moto.

Erba: Chiesa di Sant’Eufemia e il Monumento ai caduti

Prima andiamo ad Erba per dedicare, giustamente, una visita alla chiesa di Sant’Eufemia e al Monumento ai caduti, e, infine, verso Longone al Segrino, il lago meno inquinato d’Europa con delle acque così particolari che prendono il colore del cielo e della vegetazione che vi si specchia, cambiando completamente colore a seconda dell’orario del giorno e del colore del cielo.

Il tempo è letteralmente volato ed è arrivato il momento di rimetterci in viaggio per tornare a Milano.
Una volta a casa quasi mi stupisco di averci messo così poco.

Eravamo davvero a un passo da casa, eppure mi è sembrato di essere stati chissà dove.

Anche questo fa dell’Alta Brianza il luogo perfetto da consigliare ai miei amici, ma anche quello dove organizzare la prossima gita in famiglia.

Ripenso alle parole di Andrea all’interno del Mulino: dovremmo riprenderci i nostri spazi, esattamente come sta facendo la natura.

Dovremmo smetterla di guardare sempre troppo in là, concedendoci ogni tanto di scostare soltanto di poco lo sguardo.

Dovremmo riscoprire un turismo a portata di mano e di portafogli che permette di stare bene e essere felici in un attimo e senza spendere cifre astronomiche e valorizzando il nostro territorio.

E’ proprio vero: spesso le cose non cambiano e non si sviluppano solo per una mancanza di cultura.

Post scritto in collaborazione con Lake Como Green Lands

 

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