Il mio amico Valerio (Scanu)

di Francesca

Entro in casa.
“Amy, eccomi! Grazie per tutto, scendi che c’è Gigi giù che ti aspetta per portarti a casa”
In una lingua sconosciuta mi fa capire che stava guardando qualcosa in tv (santa donna, senza volume).

“Eh? Amy non ho capito, scusami” (non è forte con l’italiano ma nemmeno con l’inglese e, inizio a sospettare, nemmeno con il filippino)
“Your friend on tv”

-Oddio ho un amico in salotto, sulla tv, e non lo sapevo-

Devo averla guardata con sguardo bovino e punto interrogativo tatuato in mezzo agli occhi.

Lei insiste: “your friend! Your gay friend in the tv”

-oddio ho un amico gay dentro la tv e non lo sapevo- inizio allora la carrellata di nomi.

“Xxx”

“No! I know him! No xxx”

“Xyz”

“No no no not hE”

“Yyyy”

“Noooo”

“Zzzxx”

(attonita): “No no! Wow! Is gay? I think he was a old boy friend of you!”

In semi romanaccio: “eddai Amy quello sculettava più di me e comunque, capirai Amalia, fai prima a dirmi i nomi degli amici etero!

Una dialogo tra due imbecilli, insomma.
Sfinita, perché non sembro proprio cogliere (il tutto con Gigi giù ad aspettarla e con Vittoria che, svegliata dalle nostre chiacchiere, vaga per casa a occhi chiusi prendendo in pieno muri e porte come il furetto cieco e rincoglionito di “Alla fine arriva Polly”), mi prende per un braccio e mi accompagna alla tv. Sullo schermo Rai2, una sorta di arena, due tizi in mezzo.

Indica uno con il ciuffo sulla destra e, concitata, inizia a saltellare: “your friend! Your friend!”, indicandolo con il dito.

Ad un certo punto quello con ciuffo alza il viso.

……
Valerio Scanu.
Ma nooooo! Amalia Valerio Scanu no.
No.
No.

L’hai visto all’isola dei famosi, a San Remo, probabilmente sulla scatola del Pandoro con i boccoli, ma non è un mio amico.
Però che sia gay ci hai preso.

Lei farguglia qualcosa che sono certa voglia dire: “eppure ero certa di aver visto Valerio Scanu qui”.

Praticamente in lacrime le ho ricordato di Gigi ibernato giù e ho riportato a letto Vittoria che intanto si era accanita e incastrata, in semi sonnambulismo, in un angolo della sala, tipo cagnolino a molla dei venditori ambulanti. Molto bene, Valerio Scanu mi mancava.
Sto ancora ridendo, comunque.
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