Francisco Javier Medina Lopez, artista contemporaneo

di Francesca

(Foto di Bernardino Venanzi)

Amo l’arte, in ogni sua forma.
Amo gli artisti, qualsiasi cosa siano in grado di esprimere attraverso le loro idee e la loro creatività.
Adoro Francisco Javier, amico speciale e unico, originale e in grado di lasciare il segno in
tutto quello che fa.

Che si tratti di dipingere su tela, di scattare una fotografia, di scrivere una lettera, di cucinare un pan de jamon da lasciarti ancora caldo sullo zerbino di casa la notte di Natale.
O ancora di scrivere un messaggio, di girare un video, di intrattenere persone sconosciute davanti ad un tè caldo, di perdersi in confidenze e risate in piena estate affacciati sulle guglie del Duomo.

Javier colora di creatività tutto quello che sfiora!

Francisco Javier Medina Lopez, artista contemporaneo, è un pittore, fotografo e scultore di origini spagnole, nato a Caracas nel giugno del 1965.
Segno zodiacale cancro, appassionato alla vita, all’arte e all’amore.

Si è trasferito a Milano nel 2004, dove attualmente vive e lavora.
Quando aveva sette anni fu proprio Laura Lopez, sua madre, a scoprire il suo talento, incoraggiandolo ad iniziare gli studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti Bertha Ballestrini.

Le opere di Francisco Javier possono essere ammirate a Milano, presso la Art Gallery Hernandez, alla Saachi Gallery di Londra, alla See|Me Gallery di New York o alla Trazos Gallery di Caracas.

Il prossimo 24 luglio, per il secondo anno consecutivo, Javier parteciperà con i suoi splendidi scatti ad una mostra fotografica nella città di New York.
La mostra verrà allestita nelle sale della See | Me Gallery, noto spazio esposizioni ed eventi sito a Long Island.

Anche quest’anno, infatti, una articolata selezione tramite una giuria specializzata e un vasto pubblico, ha scelto e selezionato 100 artisti, tra cui Javier.

La cosa divertente è che ognuno degli artisti selezionati può essere sostenuto e votato da ogni parte del mondo, con un semplice click, esprimendo il proprio voto tramite il sito dell’esposizione, attraverso il quale è anche possibile acquistare una riproduzione dell’opera in gara, sia su cartolina che su T-shirt.

È con grande orgoglio che vi segnalo che una delle fotografie con cui Javier parteciperà alla mostra newyorkese immortala proprio la mia (ex) auto e soprattutto uno dei miei parcheggi più selvaggi.

Questa foto si chiama proprio “Francesca, don’t stop“.

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Francesca don’t stop – photografics series
http:// https://franciscojaviermedinalopez2.see.me/post/3597173

Giusto per portare anche voi all’origine di quello scatto vi fornirò solo alcune parole chiave: Milano, Piazza Diaz, Nepentha, ore 5:00 del mattino, 23 dicembre 2011, parcheggio motorini, lavaggio strada, pre-Vigilia di Natale, foto scattata dall’artista sdraiato sull’asfalto e, cosa che non emerge nella foto, gigantesca palla strobo sul sedile dell’auto.

Inutile dirvi che tifo per questa foto un pochino più che per le altre!

Di seguito riporto anche le altre fotografie con cui Javier parteciperà chiedendo anche a voi di poterlo sostenere con qualche click tramite i link riportati sotto ogni fotografia.

 

Rome or comunications center? – photographic series
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Hercules – photographic series
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Milano in blue – photografics series
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Livesavers – photographic series
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Lack lagoon – photographic series
http://franciscojaviermedinalopez2.see.me/post/3582357

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Venice 2 – photographic series
http://franciscojaviermedinalopez2.see.me/post/3582960

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Upload – photographic series
http://franciscojaviermedinalopez2.see.me/post/3586889

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Only one kiss – photographic series
http://franciscojaviermedinalopez2.see.me/post/3586789

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Venezuela a tree without leaves – photografics series
http://franciscojaviermedinalopez2.see.me/post/3598195

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Venice 3 – photografics series
http://franciscojaviermedinalopez2.see.me/post/3587045

Javier, che attualmente si trova in Venezuela, mi ha “rilasciato” questa intervista scritta che copio e incollo di seguito.

Javy, ti senti più spagnolo o più Venezuelano?
Francesca, mi sento orgoglioso di essere venezuelano.
Come te, ho la fortuna di essere nato in una terra magica chiamata Venezuela ma, non posso dimenticare le mie radici: mia madre è della Corugna e mio padre delle Canarie per cui sento profondamente le mie origini spagnole.

Di cosa parlano le tue opere e fotografie?
Del Luogo!…Tento di lasciare un’impronta astratta della mia dimora e forse una piccola espressione simbolica nel tempo che vivo.
Capisco che in questo mondo globalizzato non ha molto senso che un artista ancora pensi al luogo come punto di riferimento alle sue creazioni artistiche.
Vi invito a scoprire il mio “luogo” o “non-luogo”.

Tra qualche giorno, per il secondo anno consecutivo, esporrai a New York le tue bellissime fotografie. Quale dei tuoi scatti vorresti vincesse?
L’anno scorso ad ottobre, ho avuto il privilegio insieme ad altri artisti internazionali di mettere in mostra parte di questo lavoro sotto forma di vere e proprie gigantografia proiettate sulle facciate di alcuni grattacieli a Long Island, New York.
Per me è stato un onore ma anche e sopratutto un tributo al popolo Wayuù e al Venezuela. Quest’anno il meraviglioso team della See|Me Gallery mi ha invitato di nuovo a far parte di una nuova esposizione. Anche quest’anno alcune opere verranno proiettate, questa volta sulla facciata del Time Square. Gli schermi, infatti, si accenderanno il prossimo 24 luglio a partire dalle 10 di sera e racconteranno le nostre storie. Sarà l’occasione perfetta per presentare una serie inedita di scatti, intitolata “così è la vita”.
Si tratta di fotografie che parlano di tematiche diverse: di un bacio platonico, di un viaggio a Venezia, di una Milano in blue, di una Smart, del Vaticano, di un gondoliere, di una Madonna, e anche di Chávez, perché no? Fotografie artistiche senza logica ma con tante storie da raccontare, piene di nostalgia, simpatia e bei momenti di allegria.

La novità di questa mostra non è data solo dal fatto che il pubblico potrà conoscerne le opere rivolgendo il proprio sguardo in alto, verso i mega schermi nel Time Square. Tramite il sito, infatti, qualsiasi persona avrà la opportunità di comperare “on line” un’opera d’arte stampata e firmata dall’artista di preferenza su una T-Shirt o su una cartolina. Il bello di questa idea è il coinvolgimento del pubblico che sceglie di indossare un’opera d’arte.
Francesca, anche tu fai parte di questa storie fotografica. Sono convito che tanti indosseranno anche la tua storia.
Sono molto legato a Francesca, don’t stop e non lo dico perché sei tu. La storia di questo scatto richiude in sé tante cose:
Milano, la mia seconda città, l’amicizia, la modernità, l’allegria.

Chi ti ispira?
Proprio in questo instante sei anche tu, mia Francesca, una fonte di ispirazione, e non scherzo…
…Il colore abbracciato all’amore, la natura, il bello, il brutto, il cielo, la gente, i miei amici, gli aeroporti, la politica, Francisco Javier, cucinare, il mare, il freddo, Milano, Caracas, La Corugna, Le Canarie, la mia famiglia, quando sbaglio, quando mi alzo, quando piango, certamente quando rido, ma sopratutto la vita mia, cara Francy.
Non smetto di dire che ho il privilegio di rappresentare tutto quello che guardo in modo umile e sincero, e questo mi dà e mi darà sempre il privilegio di essere parte di questa meravigliosa astronave chiamata pianeta terra.

La critica ti definisce come uno artista dell’astratto informale e tu?
Vorrei lasciare la libertà di sognare al pubblico, perché possa creare un’altra opera dentro le mie.
Sono loro chi mi fanno scoprire e reinventare nuove cose.
Ad esempio sono in un periodo dove il rosso è il colore primario e fondamentale di tutti i miei lavori, sembra che mi voglia sfuggire.

L’anno scorso ho visto un tuo lavoro pittorico che richiama la nostra etnia Wayuù. Perché da Milano al nord ovest nella Guajira venezuelana?
Vorrei risponderti leggendo l’articolo 1 della dichiarazione Universale dei Diritti Umani:
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
Francesca, tu che conosci tanto bene le bellezze geografiche e naturali del nostro Venezuela, la nostra gente e la situazione politica e sociale che viviamo attualmente, puoi capire perfettamente il perché vorrei fare sapere ai milanesi (e non solo), che in Venezuela vive ancora un popolo chiamato Wayuù più conosciuto come “Guajiros”. Un popolo con più di 500 anni di lotta alle spalle, che rifiuta di perdere la sua integrità, la sua storia e la sua bellezza.
Tre anni fa, dopo un periodo di introspezione, ho avuto la fortuna di poter presentare questo lavoro intitolato “WAYUU, ti ricorderai di me“, che nasce per far conoscere esseri umani molto speciali.
Essere umani fatti con acqua, vento, sole e sabbia che ancora vivono in un territorio tra due nazioni, il Venezuela e la Colombia. Los Wayuu più conosciuti come “Guajiros” sono la madre terra.

Cari amici, votate anche voi le opere di Javier, tramite il sito: http://www.franciscojaviermedinalopez2.see.me

Invito tutti voi a visitare il suo sito personale: http://www.franciscojaviermedinalopez.com

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