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Raccolta differenziata: come e dove conferire in modo adeguato gli imballaggi di plastica

Raccolta differenziata: la plastica non è tutta uguale!

Sono sicura che sia capitato spesso anche a voi di trovarvi con qualcosa da buttare in mano, in preda a dubbi atroci riguardo al giusto modo di conferire quell’oggetto (o parte di oggetto, o involucro, o imballaggio, o…) nella raccolta differenziata.

Come si fa in questi casi? Io da tempo, quando si parla di plastica, mi rivolgo a Corepla.

Corepla è il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica.

Proprio quest’anno Corepla mi ha coinvolta su un bellissimo progetto: la rubrica #DailyRecycle che prevede la pubblicazione sul canale instagram Corepla di tanti piccoli video in cui insieme spieghiamo come andrebbero conferiti in modo corretto gli imballaggi di plastica che utilizziamo ogni giorno nella nostra quotidianità.

Vi assicuro che, grazie a questa collaborazione, sto imparando moltissime cose interessanti e ho capito che la plastica non è tutta uguale ma, soprattutto, che a volte rischiamo di fare dei danni mossi dalle migliori intenzioni.

Sul sito del Consorzio si trovano indicazioni fondamentali e spunti interessantissimi su come gestire tutta la plastica che ci troviamo per casa o tra le mani, e che non ci serve più.

Ma non solo: come vi dicevo sul profilo Instagram di Corepla trovate, oltre ai nostri video, una serie di contenuti geniali e ben fatti in grado di togliere qualsiasi dubbio anche al meno preparato in materia.

Una delle cose più importanti che ho imparato negli ultimi mesi riguardo a questo argomento è che non solo si può recuperare un rifiuto, ma è addirittura possibile prevenirne la formazione.

Come? Corepla ve lo spiega benissimo:

L’insieme di tutte le misure prese per evitare o ritardare, per quanto possibile, la formazione di rifiuti e per utilizzare il minimo possibile di materia nella produzione degli oggetti è definito “prevenzione dei rifiuti”.

Ad essa si affianca la “minimizzazione”, cioè le azioni per ridurre la quantità di rifiuti destinati a smaltimento e per massimizzarne il recupero/riciclo.

Esiste una normativa che definisce una gerarchia precisa delle forme di gestione dei rifiuti, e scoprirla per me è stata una rivelazione.

Questa gerarchia funziona così:
 prima che il rifiuto si formi: prevenzione (riduzione alla fonte e riutilizzo)
 a rifiuto già formato: recupero di materia (preparazione per il riutilizzo e riciclo)
 recupero energetico
 smaltimento

Questa normativa è fondamentale poiché, proprio come riportato sul sito di Corepla:

“L’imballaggio in plastica è indispensabile per il trattamento, lo stoccaggio, il trasporto, la protezione e la conservazione dei prodotti.

Più del 50% di tutte le merci in Europa viene imballato nella plastica, eppure in termini di peso si tratta solo del 17% del peso di tutti gli imballaggi utilizzati.

La notevole efficienza raggiunta fa sì che il peso medio dell’imballaggio in plastica si sia ridotto del 28% negli ultimi 10 anni.

Nei paesi in via di sviluppo, ancora oggi circa il 50% del cibo si deteriora durante il trasposto.

Nei paesi sviluppati questa percentuale è ridotta al 2-3% grazie ad un mix di soluzioni di trasporto e imballaggio, ma con imballaggi innovativi anche questo spreco residuo può essere ulteriormente ridotto.”

Ecco, quindi, che il ruolo di Corepla diventa di importanza primaria.

Con Corepla ho imparato anche l’importanza di parlare di raccolta differenziata nella maniera corretta.

Potrebbe sembrare banale, ma utilizzare le parole giuste aiuta a veicolare un messaggio nella maniera più efficace.

Ho imparato, per esempio, che è più corretto dire “conferire nella raccolta differenziata”, mentre i verbi gettare, buttare, smaltire in questo caso sono sbagliati e fuorvianti.

La Plastica, d’altronde, è troppo preziosa per diventare un rifiuto.

Questa è la frase che racchiude la filosofia di Corepla, e che si sviluppa in maniera molto immediata in 7 punti che dovremmo tutti seguire come dei mantra:

1. Conserva la bellezza dell’ambiente.

Se la trovi in mare, sulla spiaggia o nelle pinete, vuol dire che qualche maleducato ce l’ha lasciata.

Raccoglila e collabora anche tu a preservare la bellezza e la pulizia del paesaggio.

2. Utilizza anche in spiaggia o nell’area pic-nic gli appositi contenitori della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica.

Se non li trovi, basta un piccolo sforzo: portali in paese, il 95% dei Comuni italiani ha attivato il servizio di RD.

3. Ricorda che gestire rifiuti in alta montagna, nelle aree protette o nelle spiagge libere più sperdute è sempre complesso e costoso.

Riduci, prima di partire, gli imballaggi non indispensabili e non lasciare alcun rifiuto in loco.

4. Non dimenticare che la raccolta differenziata della plastica riguarda solo gli imballaggi, quindi bottiglie, barattoli, flaconi, sacchetti, buste, pellicole trasparenti, piatti e bicchieri monouso,vaschette.

Giocattoli, secchielli, ciabatte, canotti, palloni, occhiali, biro, pennarelli, borracce, attrezzi vari, quando sono rotti o non servono più, non vanno mai abbandonati dove capita, ma messi nel rifiuto indifferenziato.

5. Cerca di svuotare meglio che puoi gli imballaggi e, se è possibile, schiacciali prima di metterli nel contenitore della raccolta differenziata. Attenzione; a tal proposito non fate come me che lavavo barattolini dello yogurt e imballaggi prima di conferirli nel raccoglitore della plastica. Non solo non serve a nulla, ma comporta anche un’inutile dispersione di risorse.

6. Informati sulle modalità della raccolta differenziata, non in tutti i Comuni funziona allo stesso modo. Non esitare a chiedere informazioni all’albergatore, al gestore del camping o dello stabilimento balneare, al padrone di casa o direttamente al Comune. Un piccolo gesto può fare la differenza.

7. Inserisci il servizio di raccolta differenziata nei tuoi criteri di scelta quando decidi dove passare le vacanze. Amministratori locali e operatori turistici saranno così più attenti e il guadagno sarà di tutti.
E in ultimo, prendendo spunto dalle immagini del sito Corepla, vi lascio con un suggerimento che dovrebbe fare parte, sempre, della quotidianità di chiunque:

Alla plastica si può dare nuova vita. Ho toccato con mano costumi da bagno, teli da mare, secchielli e forcine per bambini ottenuti dalla plastica riciclata! E vi assicuro che sono oggetti perfetti che guardi e scruti chiedendoti come sia stato possibile. Ma è tutto straordinariamente vero.

Mettiamoci del nostro per fare in modo corretto la raccolta differenziata e ricordiamoci che la plastica non è tutta uguale.

Se vuoi toglierti qualche dubbio in merito agli oggetti di uso quotidiano guarda i nostri video sul profilo Instagram di Corepla o leggi il mio prossimo post sull’argomento.

Buone vacanze e, sempre per utilizzare le parole di questo Consorzio amico:

Metti in valigia le buone abitudini, come la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica.

Francesca Guatteri

L'autore

Francesca Guatteri