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Più felici e giramondo con l’inglese

inglese

È probabile che per i giramondo più accaniti non sia una novità: conoscere tante lingue aiuta sicuramente a viaggiare per il mondo senza difficoltà.

Sicuramente l’inglese è oggi la lingua universale e parlarla in modo fluente ci permette di relazionarci con persone e culture diverse in tanti paesi.

Ma qual è l’impatto che può avere sulle nostre vite? Lo ha indagato Wall Street English, attraverso una ricerca in condotta in Germania, Italia, Russia, India, Indonesia, Cina, Giappone e Cile, che ha coinvolto un panel di 4.000 adulti. I risultati emersi dimostrano come conoscere la lingua inglese oggi possa davvero migliorare la vita delle persone a 360 gradi.

Basti pensare che, ad esempio, che in base ai dati analizzati, chi parla inglese a livello avanzato si sentin media il 12% più felicrispetto a chi non lo sa.

Uno degli obiettivi della ricerca era infatti scoprire se l’apprendimento e il parlare la lingua inglese avessero una qualche influenza sul senso di benessere e felicità delle persone. La prima domanda posta ai partecipanti riguardava la percezione generale di felicità nella loro vita e nell’ambito lavorativo in particolare. Misurati su una scala da 1 a 10, possiamo vedere che nel complesso sono le nazioni in via di sviluppo che tendono ad avere i livelli più elevati di felicità, sia nel lavoro che nella vita in generale, mentre i giapponesi, tipicamente orientati alla carriera, hanno i più bassi livelli.

Ciò che è evidente e coerente in tutti i paesi è che l’appagamento della sfera lavorativa è inferiore a quello relativo alla vita in generale. E come impatta la conoscenza della lingua inglese sulla felicità? Le persone con un alto livello di inglese sono in media il 12% più felici della loro vita rispetto a coloro che non lo parlano.

I risultati raccolti sul mercato italiano indicano che il 52% degli intervistati che parlano inglese dichiara che conoscere la lingua ha aumentato la propria felicità.

L’importanza dell’inglese nei viaggi 

Viaggiare intorno al mondo e potersi rapportare con la gente del posto ovunque ci si trovi è fondamentale per quasi tre quarti degli intervistati: il 74% infatti dichiara che, grazie alla lingua inglese, ha migliorato le proprie esperienze di viaggio e l’84% del panel italiano la ritiene fondamentale per poter instaurare delle relazioni con nuove persone conosciute in giro per il mondo. Il 46%degli utenti italiani intervistati, inoltre, ha dichiarato di aver deciso di studiare inglese proprio per poter viaggiare più serenamente.

Come la cultura popolare contribuisce a diffondere l’inglese

2 miliardi di utenti ogni mese utilizzano YouTube e fruiscono di contenuti video in lingua inglese. Netflix, ad esempio, opera oggi in ben 190 paesi nel mondo e offre la possibilità di guardare film, documentari o fiction in lingua originale. Questi canali diventano inevitabilmente degli strumenti di apprendimento complementari per moltissime persone nel mondo, insieme a serie TV e canzoni anglofone. Per imparare espressioni e modi di dire tipici dei madrelingua, oltre che per tener allenato l’orecchio, sono infatti utilissimle serie tv e i testi delle canzoni. È poi innegabile che seguire la propria sit-com preferita in lingua originale abbia tutto un altro fascino: non stupirà quindi che quasi 1 italiano su 3 (28%) ha dichiarato di aver voluto imparare l’inglese proprio per questo motivo. Con buona pace di doppiatori e sottotitoli.

E se è vero che la cultura pop contribuisce a migliorare l’inglese tra le persone, ecco che la ricerca di Wall Street English ha incluso alcune domande specifiche sull’entertainment: quali sono le serie tv e quali i cantanti più seguiti per migliorare il proprio inglese? Al primo posto tra le serie tv in Italia troviamo i cervelloni di The Big Bang Theory (25%), seguiti da Games of Throne (23%)Grey’s Anatomy (18%) The Walking Dead (17%)

Tra gli artisti invece più amati per migliorare il proprio inglese nel panorama musicale spiccano i Coldplay (29%), l’immancabile Michael Jackson (24%)Ed Sheeran (23%) e David Bowie (18%).

 

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Francesca Guatteri

L'autore

Francesca Guatteri