Vivere Per Raccontarla

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La mia Milano: tour della città nei miei posti del cuore

“se venissi a Milano, dove mi porteresti?”

Ti porterei in un sacco di posti e sono sicura che ti divertiresti tantissimo, tra vecchie case di ringhiera, grattacieli, cortili e giardini segreti. Tra chiese, parchi, musei, localini alla moda, monumenti, teatri, piazze, quartieri diversissimi e ristoranti di ogni tipo.

Tanto per cominciare andremmo a CityLife.

Non mi piacciono per nulla i tour classici e iniziare proprio dal Duomo mi sembrerebbe tutto sommato banale.

Palazzi a City Life - Vivere per Raccontarla by Francesca Guatteri

E poi non è un caso che sia venuta a vivere in questa zona.

Mi piace da sempre e la sento proprio mia.

Mi hai chiesto dove ti porterei se venissi a Milano, non dove ti consiglierei di andare se venissi per i fatti tuoi a Milano. Giusto?

E allora seguimi e fidati.

CityLife | Tre Torri e Orti Fioriti

Inizieremmo da CityLife perché ne sono follemente innamorata.

Basta dare un’occhiata al mio profilo Instagram per capirlo.

Questa storia che ogni settimana spunti una nuova opera d’arte nel parco mi affascina moltissimo.

Ieri, per esempio, sono andata alla ricerca di tutte le bocchette delle fontanelle di ghisa presenti nel parco. Ho trovato il drago, il polipo e il coniglio finora, ma non mi arrendo, alla prossima corsa individuerò tutte quelle che mancano all’appello.

Potresti darmi anche tu una mano a trovarle?

Corso Garibaldi | Gae Aulenti | Bosco Verticale

Foto di Chris Barbalis del Bosco Verticale a Milano

E poi, visto che subisco il fascino dei grattacieli, ti porterei a fare due passi in corso Garibaldi, fino a Piazza Gae Aulenti e al Bosco Verticale e andremmo sicuramente a fare merenda da Zaini, per lasciarci inebriare dal cioccolato.

Brera: la vecchia Milano

Potremmo passeggiare per Brera perdendoci in qualche galleria d’arte nascosta nel labirinto di stradine intorno alla Pinacoteca. In Piazza del Carmine ti indicherei il balconcino che mi piace tanto pieno di fiori, prima di andare a vedere se quel negozio che vende gemelli (quelli per le camicie, io sono a posto così) esista ancora.

Poi da Torriani a far gli scemi provando travestimenti e scherzi di carnevale (te le ricordi le sigarette con dentro il borotalco?) e a comprare delle bellissime rose nel negozio di fronte, che poi quando si seccano sono ancora più belle e io adoro regalarmi da sola i fiori.

Passeggiando per le viette della vecchia Milano potremmo farci fare le carte o leggere la mano da qualche cartomante, chissà che non ci dicano qualcosa sul futuro in più, almeno loro.

Sicuramente tirerei in ballo quando al Club 2 o al Patuscino trascorrevo con i miei amici serate intere al karaoke e ci interrompevano le basi perché eravamo troppo stonati.

Dopo tanto camminare ci fermeremmo sicuramente, magari per fare un aperitivo sulla terrazza dell’Hotel Milano Scala, vista skyline di Milano.

Castello Sforzesco | Parco Sempione

E poi ancora a spasso, fino al Castello Sforzesco, per ammirarlo in tutta la sua bellezza, magari al tramonto. Sempre che tu riesca a venire a Milano prima del 31 ottobre, già che fino a quel giorno i suoi percorsi segreti saranno visitabili anche di sera, per rivivere storie di duchi e duchesse, protagonisti di un passato di grande prestigio.

Parco Sempione a Milano

Due passi nel parco Sempione dopo vuoi non farli?

In estate e in primavera i suoi grandi alberi ti riparano dal sole, in autunno colorano le stradine sterrate di foglie rosse e arancioni, mentre in inverno si spogliano rendendo comunque il paesaggio molto suggestivo, specialmente quando nevica e i contorni si perdono del tutto.

Triennale di Milano | Arco della Pace | China Town

Magari in Triennale potrebbe esserci qualche mostra o evento carino.

Tanto vale entrarci e fare un giretto anche lì.

Mal che vada ci toccherà bere un caffè (un altro!) sulla terrazza, vista parco, prima di salire in cima alla Torre Branca o di proseguire fino all’Arco, uno dei luoghi che amo di più.

Uno spritz al Living e poi verso China Town che da quando è pedonale mi piace tanto e cambia ogni giorno faccia.

Lo hai mai provato un Bubble Tea? E un quadrotto da Otto?

Gourmet a Milano : altro che matrimonio pugliese

Mettitelo in testa: le vacanze e i matrimoni pugliesi, le orecchiette e i pasticciotti non sono nulla rispetto a quello che ti farei mangiare a Milano.

Un giretto su un vecchio tram di Milano

Sappi che ti porterei al 100% a fare un giro della città su un vecchio e rumoroso tram, di quelli storici con le tre porte e lo scalino che scende, con dentro le panche di legno.

E poi di nuovo in Centro perché tanto Milano è un buco e te ne accorgerai.

Piazza Velasca | Università Statale

Facciata della Università Statale di Milano di Via Festa del Perdono

Dopo essere stati in Piazza Velasca ti trascinerei in Statale, per farti vedere dove ho studiato (e cazzeggiato) per anni. E qui sicuramente ti toccherebbe sentire il pippone di quando insieme “alla Mag, alla Mary, alla Bea, a Ste, alla Micol e a Raffo” passavo interi pomeriggi nei chiostri dell’università preparando esami.

Piazza Diaz | Palazzo Reale | Museo del Novecento

Interno sala Museo del Novecento a Milano

Attraverseremmo sicuramente Piazza Diaz, perché quando sono in zona sento sempre l’esigenza di passarci, per poi goderci una mostra a Palazzo Reale o al Museo del Novecento.

O mia Bela Madunina:

il Duomo | la Galleria Vittorio Emanuele e un panzerotto di Luini

In Piazza del Duomo per ammirarlo, se non ci fosse troppa coda sarebbe bello anche salire sulle guglie per salutare anche da vicino la nostra Madunina e poi di nuovo giù schivando piccioni, per vedere le palme (che a me non dispiacciono affatto) prima di spostarci in Galleria a consumare le suole delle scarpe sulle palle del toro che portano fortuna e non si sa mai.

A questo punto, visto che non vorrei mai mi andassi in crisi glicemica, ci metteremmo da capo in coda, ma questa volta da Luini, per dirti, dopo il primo morso: “e comunque quando ero piccola li facevano più buoni”.

Oppure da Signorvino, ammirando il Duomo a pochi metri, attraverso le vetrate. Ovviamente, lo avrai capito dal nome, con un calice di vino tra le mani.

Due “vasche” in centro, tra baretti turistici e negozi fino a San Babila.

“Montenapo” e Via della Spiga, tra russi e giapponesi carichi di sacchetti, con mille soste per bere caffè vari in bar e pasticcerie storici (a fine giornata saremmo isterici).

Sono sicura che ti farei due palle così con tutti i miei ricordi d’infanzia, di quando a Natale in centro le luminarie erano fighissime, in piazza Beccaria si mangiavano panini con i würstel, i giocattoli si compravano nello storico negozio Nano Bleu (che c’è ancora per fortuna e che è bello quanto allora) e nelle strade il profumo delle caldarroste andavano a braccetto con le melodie degli zampognari, ormai estinti.

Mentre scrivo è estate e sono proiettata giusto all’autunno.

Milano a Natale: luminarie, panettoni e la cena al Garghet

Se fosse Natale andremmo a comprare il panettone da Gattullo, da Marchesi, da Cucchi o da Clivati, a farci un selfie con la città deserta sotto l’albero di Natale in piazza Duomo la sera della Vigilia o ad ammirare la Galleria piena di lucine.

E ceneremmo sicuramente al Garghet, per mangiare cassoeûla o una gigantesca cotoletta a orecchia di elefante (da dividere rigorosamente in due) tra tovaglie scozzesi e una pioggia di lucine a intermittenza.

Sappi che prenotando chiederei il tavolo accanto al pianoforte, in modo da essere pronti per intonare “Champagne” al momento giusto.

Ma a Natale, purtroppo o per fortuna, manca ancora qualche mese.

E mentre penso al freddo penso anche di dover prenotare presto un viaggio al caldo.

Tu cerca di venire prima.

Piazzetta Giordano: il Madame Claude di sabato pomeriggio e le magliette di Fiorucci

Ti porterei sicuramente anche in Piazzetta Giordano, per farti vedere che una volta lì c’era il Madame Claude, e noi ragazzi anni ’80, adolescenti negli anni Novanta, ci andavamo a ballare il sabato pomeriggio.

Quando a pochi metri c’era ancora il negozio di Fiorucci e tutte indossavamo le sue magliette. Probabilmente oggi ci fermeremmo per un tartufo, un jolly o un savoy al Panino Giusto, oppure per mangiare di fronte da Asola, nel palazzo di Brian&Barry.

La Sormani | il Tribunale e il Centro di Milano

Biblioteca Sormani a MilanoFuori dalla Sormani, che insieme alla Crociera, è il posto in cui ho passato più tempo fingendo di preparare più esami e poi a mostrarti da fuori il tribunale e la sua imponente scalinata, anche per indicarti il punto esatto dove c’era (ci sarà ancora?) il baracchino dove ci fermavamo a mangiare un panino dopo essere stati a ballare, in alternativa ai forni che ci vendevano pizzette appena sfornate dalla porta posteriore dei loro negozi.

Lì vicino c’è anche l’Arabesque e un salto lo faremmo anche lì, perché un posto così merita sempre una visita.

Due passi in via Conservatorio, sperando di origliare qualche concerto o lezione di musica in corso e poi davanti al Cinema Arti, dove ti direi senz’altro: “non immagini quanti film per bambini ho visto qui!”.

I Giardini Indro Montenelli | il Planetario | Villa Reale

Se a questo punto fossimo stanchi mi piacerebbe tornare indietro e camminare nei Giardini di Via Palestro e Villa Reale.

Probabilmente a questo punto, a furia di girare la città, sarebbero già trascorsi 2 mesi, quindi ci vedrei bene tra le foglie gialle e rosse dell’autunno, calciando le castagne, a naso in su per guardare gli stormi degli uccelli in migrazione formare gigantesche nuvole nere su Milano.

E poi a contare stelle al Planetario o a scoprire che le collezioni di farfalle esistono eccome al Museo di Storia Naturale.

L’ex zoo di Milano | i fenicotteri di Villa Invernizzi

Passeggiando nei Giardini ti direi che su quelle rocce ci arrampicavamo tutti da bambini, che c’erano i pony e un sacco di cigni e paperelle nello stagno.

E ti mostrerei le gabbie dove una volta c’era lo zoo.

Menomale che non c’è più, aggiungo io, che a me gli animali in gabbia mettono tantissima tristezza.

Anche se poi finisco sempre anche io a fare la guardona sbirciando attraverso i cancelli della vicinissima Villa Invernizzi per avvistare i suoi fenicotteri rosa.

Se fosse sera e se i miei cd storici non fossero ormai così rigati, me ne starei ore ed ore in macchina a chiacchierare sotto le luci di un lampione in piazzetta Eleonora Duse.

Via Vivaio | Via Mozart | Villa Necchi

Mi piacerebbe anche portarti ad ammirare le case di via Serbelloni, l’Istituto dei Ciechi di via Vivaio, Via Mozart e Villa Necchi.

Dopo un giro in Corso Venezia e in Corso Buenos Aires, saliremmo sicuramente anche all’ultimo piano del Palazzo della Regione.

Zona Savona e Tortona: tra loft e capannoni ex fabrica

A questo punto torneremmo indietro e di corsa in via Savona, magari per fare il brunch di domenica mattina da Hambistro con uova strapazzate, bacon e caffè americano o a mangiare un gelato da Gusto17.

e poi… una visita al Mudec

Mi piacerebbe andarci in pieno salone del Mobile e poi prenotare per vedere una mostra allestita al Mudec.

Qui sono sicura che ti fermeresti a scattare una foto alla scalinata.

Lo facciamo tutti appena entriamo. Ma probabilmente tu, a differenza mia, non la pubblicheresti.

I Navigli di Milano

Un giro sui Navigli, che sono sempre più belli e non sono più turistici così come una volta.

Vorrei passarci l’ultima domenica del mese, in pieno Mercatone dell’Antiquariato, quando rigattieri, antiquari e collezionisti riempiono i bordi del Naviglio Grande con le loro merci.

Io a caccia di piattini per le mie foto e di quadri che raffigurano tram per la mia collezione, tu a naso in su ad ammirare Milano.

E giù fino alla nuova Darsena e poi alle Colonne di San Lorenzo, tra nuvole di fumo (canne) e il tintinnio del vetro delle bottiglie. Qui ti indicherei il Rattazzo, dove ci rifornivamo tutti di birra, prima di continuare la serata all’Open Space.

Di strada ci fermeremmo sicuramente ad assaggiare qualcosa ad uno dei mille baracchini di street food che incontreremmo lungo la strada.

Poi torneremmo indietro. E passando da viale Papiniano, spero non durante il mercato perché l’ho sempre odiato, all’altezza del carcere ti indicherei un piano del palazzo davanti all’Esselunga (lo chiamano dei single ma non è poi così vero) per poi dirti: “quella è la mia casa vecchia”.

Sant’Ambrogio | La Cattolica | Le Vigne di Leonardo

Una visita al Museo della Scienza e della Tecnica e dopo ad ammirare la Basilica di Sant’Ambrogio, l’Università Cattolica, Santa Maria delle Grazie, il Cenacolo e a riempirci gli occhi di bellezza a casa degli Atellani e nelle vigne di Leonardo.

E poi a mangiare una pizza Da Zero o da Marghe, del pollo fritto da Hamerica’s o a comprare dolci da Galdina in via Terraggio, una chicca sconosciuta anche a tanti milanesi.

Milano durante la Settimana della Moda

Se poi avessi la fortuna (o la sfortuna, dipende dai punti di vista) di trovare un hotel libero e di venire a Milano in piena Settimana della Moda ti divertiresti un sacco.

Ne sono sicura.

In quei giorni Milano si trasforma e sembra di essere in un teatro a cielo aperto, con la gente più bizzarra e mal vestita che si riversa nelle strade convita di essere alla moda.

Milano: città di locali, ma soprattutto di Teatri

Sicuramente ti nominerei posti che ci sono ancora e altri che non esistono più o che hanno semplicemente cambiato nome, per tirare in mezzo milioni di ricordi sbiaditi.
Lo Shocking, l’Hollywood, il Tocqueville, il Plastic, il Borgo del Tempo perso, il Loolapaloosa.

Mi piacerebbe portarti ad una “Prima della Scala”, o a vedere uno spettacolo o un musical in uno dei tantissimi teatri di Milano.

Teatro Colla: gli spettacoli delle marionette

Tra tutte le rappresentazioni che potremmo vedere, sappi che una ci farà tornare bambini: uno spettacolo di marionette al Teatro Colla, magari “Canto di Natale“, che è il mio preferito.

E poi, visto che ormai lo hai capito e con me si mangia e si beve, andremmo a sicuramente a provare i migliori bar, le più buone pasticcerie, gelaterie, pizzerie e quasi tutti i ristoranti di Milano.

Proveresti cibo etnico in giro per la città spaziando dal libanese al thailandese, dal peruviano al cinese, dal messicano al greco.

E di sicuro passeremmo anche al Ghe Sem, per dei dim sum annaffiati di “asini che volano” il mio cocktail preferito, non te lo toglierebbe nessuno!

Un drink al Nottingham Forest

A proposito di cocktail, ti costringerei a fare ore di coda pur di bere un cocktail al Nottingham Forest. Lo sai che è uno dei 50 locali più belli al mondo secondo diverse classifiche?

Poi di sicuro vorrei mostrarti un piccolo quartiere tra via Archimede e via Sottocorno.
Resteresti a bocca aperta davanti a tutte quelle casette colorate che fanno pensare più a un paesino di pescatori che a Milano.

E pensa che, nonostante tutte le cose belle che ti farei vedere e fare, ne mancherebbero ancora tantissime.

No, non mi aspetto che tu ti trasferisca a Milano, però, con un po’ di costanza, mettendo in preventivo qualche week end, sono tutti giri fattibili.

Insomma, lo avrai capito.

I luoghi comuni sui milanesi

Di Milano e dei milanesi si dice proprio di tutto e spesso senza conoscerci. Siamo isterici, lavoratori, tristi e musoni. Milano è grigia, triste, piovosa e piena di smog.

I soliti luoghi comuni che può dire e pensare solo chi non l’ha vista e vissuta veramente. Chi non ci ha vissuti e conosciuti veramente.

Ok, lo ammetto.

Il mio giro della città: caotico e sconclusionato come me

privo di ordine e di criterio.

Mi somiglia perché è frenetico, iperattivo e prevede numerose pause per bere e mangiare.

Esclude alcune zone meravigliose e tante mille cose bellissime da fare a Milano.

Ma, come ho anticipato, questo post non è una guida della città, ma solo una risposta per chiunque abbia voglia di vedere Milano con i miei occhi.

Sono sicura che Milano ti entrerà nel cuore.

Sono sicura che, quando verrai, oltre a tornare a casa pieno/a di bei ricordi, con gli occhi colmi di meraviglia e qualche Kg in più da smaltire, non vedrai l’ora di tornare.

Perché, d’altronde, Milan l’è semper on gran Milan.

Francesca Guatteri

L'autore

Francesca Guatteri