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Zanna Bianca: dal romanzo di Jack London al grande schermo come film animato

Zanna Bianca arriva al cinema!

Non credo di avervi mai raccontato che, ormai tanti anni fa, mi sono laureata con una tesi sul cinema d’animazione con il professor Giannalberto Bendazzi, uno dei più noti e preparati studiosi di questo genere.

Negli anni successivi ho anche avuto il piacere di collaborare con lui alla realizzazione di alcuni capitoli del suo ambizioso Animation – A World History in tre volumi.

Insomma, tutto questo per dirvi quanto io ami il cinema animato e quanto possa divertirmi oggi scrivere questo post, dopo aver visto recentemente Zanna Bianca, nella sua versione animata.

Immagino conosciate in molti il romanzo Zanna Bianca (White Fang) pubblicato ad inizio Novecento dallo scrittore statunitense Jack London ed oggi considerato uno dei classici della letteratura per ragazzi.

Il libro racconta la vita di un lupo con un quarto di sangue di cane, che nasce nel territorio canadese dello Yucon.

Ricordo di averlo letto da ragazzina e di esserne rimasta impressionata soprattutto per la sua insolita prospettiva narrativa: gran parte del romanzo, infatti, è scritta dal punto di vista degli animali, descrivendo il modo, secondo l’autore, in cui essi guardino il mondo circostante e gli uomini.

Si tratta di una storia piuttosto dura, d’avventura, ma rappresenta anche una critica sociale, un ritratto di quell’epoca.

Dopo tanti anni il romanzo di Jack London, è diventato un film d’animazione per la regia del Premio Oscar Alexandre Espigares.

Ebbene sì, Zanna Bianca sta per arrivare sul grande schermo e noi abbiamo abbiamo avuto la fortuna di vederlo in anteprima per potervene parlare.

Che bello guardarlo con le nostre bimbe, ricordandone la storia, letta tanti anni fa.

Quello di Zanna Bianca è un racconto senza tempo e senza età, e nella sua versione animata italiana ha come voce fuori campo e guida di tutto il racconto quella di Toni Servillo.

Dimenticate i lungometraggi animati che siamo soliti vedere. Questo film ha uno stile davvero originale e distintivo e, per certi versi, ricorda più un documentario o un film western più che un film animato. I paesaggi vengono resi alla perfezione con uno stile quasi pittorico e, in alcune scene, sembra veramente di essere nelle grandi distese innevate della Terra del Nord.

In Zanna Bianca gli animali non parlano, né cantano e ne deriva una rappresentazione più realistica, evidente nella caratterizzazione dei personaggi, nella scelta di tematiche spesso graffianti, nei suoni, che riproducono quelli della foresta, ma anche quelli più comuni della vita cittadina.

Zanna Bianca è una storia di valori, di scambi tra l’uomo e la natura, di amicizia e gratitudine. Indubbiamente un omaggio a Jack London.

ZANNA BIANCA è un coraggioso cane lupo che, dopo essere cresciuto nel gelido Grande Nord, viene raccolto da Castoro Grigio e dalla sua tribù indiana.

Nella prima parte del film vengono descritte le tappe della sua crescita, i suoi primi passi, i primi incontri pericolosi, gli incontri fortunati che gli offrono la possibilità di fare delle scelte di vita.

In realtà i colpi di scena caratterizzano tutto il film e la vita di Zanna Bianca verrà sconvolta di continuo, mostrandoci come le avversità siano in grado di cambiarci nel profondo, ma anche come non sia sempre facile scegliere chi essere, esattamente come Zanna Bianca, metà lupo e metà cane, e non sempre capace di gestire questa sua doppia natura.

Non voglio anticiparvi troppo sul film, anche perché spero possiate vederlo presto, magari già il prossimo week end, visto che dall’11 ottobre sarà nelle sale.

La storia non è certo priva di momenti drammatici, lontanissima dalle sceneggiature disneyane. C’è realismo e malinconia ovunque, persino nella violenza che viene inflitta dall’uomo a Zanna Bianca, che, pur non figurando nelle immagini, si sente, attraverso suoni, rumori e un ricorso alle luci molto particolare.

Gli umani non sono altro che delle comparse, solo di passaggio nella vita di Zanna Bianca. E, come in un film non animato, la macchina da presa spesso è posizionata all’altezza dei fianchi degli uomini e della testa di Zanna Bianca.

Potrei dirvi ancora così tante cose, che mi hanno impressionata, che mi sono piaciute, che sono rimaste più impresse nelle bambine. Ma penso di avervi già detto abbastanza e che adesso sia giusto che vi godiate questo film senza eccessive anticipazioni.

 

Francesca Guatteri

L'autore

Francesca Guatteri