Venezuela sotto attacco

di Francesca

Non si hanno ancora notizie aggiornate della situazione attuale in Venezuela.

Lì è mattino presto e a momenti dovrebbero iniziare ad arrivare informazioni aggiornate.

Si sa tramite il passaparola e tramite amici nel paese che ovunque continuano ad esserci case invase dai colectivos, che tirano gas lacrimogeni ed appiccano il fuoco a gomme di automobili, palazzi ed appartamenti privati.

Lo scopo? Come sempre far paura, spaventare, invitare il popolo a ritirarsi vedendosi spacciato e messo in un angolo.

A Cabudare, alle soglie di Barquisimeto, gli studenti si sarebbero accorti di lottare e scontrarsi con uomini dal forte accento cubano, pur indossando l’uniforme della GNB (Guardia Nazionale Bolivariana).

Pare che ne abbiano catturato uno e che lo stiano interrogando.

I colleghi GNB si sono messi a setacciare tutta l’urbanizzazione Valle Hondo, le case e gli appartamenti per trovarlo.

Intanto lì, come a Caracas, Valencia e in altre tante città venezuelane, i GNB continuano ad irrompere in case e palazzi, e tutto è avvolto dal fumo di pneumatici incendiati e di gas lacrimogeni. Con una macchina blindata hanno abbattuto il muro di recinzione di una casa, per entrare nella proprietá per cercarlo.

Intanto su Facebook molti pubblicano fotografie, alcune drammatiche,altre persino divertenti come quelle di Tachira che ha postato Odilia: in una, gli studenti hanno scritto a caratteri enormi sul manto stradale TACHIRA NO SE RINDE (Tachira non si arrende) così, da poter farlo leggere dagli elicotteri militari, in un’altra, che non smentisce l’eterno buon umore del nostro popolo, riporta uno striscione con la scritta: EN TACHIRA ESTAMOS ESPERANDO LA MARINA POR EL RIO TORBES. MIRE COMO TEMBLAMOS JA, JA, JA, JA…

San Cristobal ieri è stata invasa dai militari. Hanno tolto luce, acqua e collegamento internet alla cittadina.

Le guardie nazionali, lavorando in stretta collaborazione con i colectivos del governo (gruppi di civili scelti a caso fra i sostenitori del regime,che, pagati profumatamente e armati fino ai denti, escono a sparare a caso sulla folla) lanciano bombe lacrimogene verso i palazzi residenziali e creano caos.

Intanto il governo di Maduro accusa gli studenti di vandalismo e terrorismo.

Dalle foto che allego vedrete voi stessi che il delirio lo stanno scatenando uomini in divisa e non studenti.

Nei cieli svolazzano indisturbati aerei militari ed elicotteri e la gente, almeno di notte, si rinchiude nelle proprie abitazioni. Perchè va bene la resistenza, ok il coraggio, ma nemmeno prestarsi alla mattanza come nemmeno nel più cruento dei video games.

A Caracas, in Plaza Altamira, sono state innalzate barricate e non si fa che dar fuoco alle gomme di automobili, lanciare lacrimogeni e sperare che i vari motorizados a bordo delle loro moto, non siano troppo armati.

Si sono verificate molte morti, di cui ovviamente si continua a non parlare, e ci sono stati diversi feriti. Lo sappiamo dagli agghiaccianti video amatoriali che circolano in internet. Proprio ieri leggevo un’intervista fatta ad un poliziotto, il quale spiegava che giusto una minima parte di morti vengono in genere reclamati o portati all’obitorio. Per il resto è usanza comune che ci si liberi dei corpi spostandoli in “posti speciali” o dando loro fuoco.

È difficile persino quantidicarne il numero e non esistono liste ufficiali con nominativi in questo momento.

Le notizie circolano a fatica e Maduro ha disposto che la CNN chiuda e lasci il Paese. Ma che bella la libertà di espressione!!! Intanto la stampa internazionale continua ad ignorare tutto.

Qualcuno scrive alla Gruber, qualcuno a Mentana, qualcuno a SKY e qualcuno alla Lucarelli. Ma nulla di nulla.

E quando qualcuno decide di parlare di quello che sta accadendo si riduce tutto a rivolte studentesche antichaviste.

Che incredibile senso di impotenza!
Andiamo avanti e continuiamo a lottare e a far sentire le nostre voci. Prima o poi sono sicura che qualcuno dovrá sturarsi le orecchie e ascoltarci!

Forza Venezuela!


 

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