Empanadas: le più buone sono quelle venezuelane

di Francesca

Dimenticatevi le altre empanadas!

In Venezuela sono diverse.

Come sono las empanadas venezuelane

più giro il mondo e più scopro che ogni alimento, spesso chiamato nello stesso modo, può essere fatto in mille modi diversi.

Qualche anno fa, per esempio, a Santo Domingo, imbattendomi in un carretto lungo la strada avevo messo gli occhi su un grosso scolapasta pieno di empanadas appena fritte.

La nostalgia di casa era così forte che mi sono avvicinata e ne ho chiesta subito una.

Erano in tutto e per tutto empanadas: nella forma, nel colore. Poi la delusione al primo morso.

Potevano infatti ricordare quelle venezuelane, ma non erano loro.

Esattamente come quelle che ci vengono servite quando ceniamo nei ristoranti argentini, o come quelle che mi hanno preparato in altre occasioni degli amici filippini.

Insomma: ogni paese ha le sue empanadas. E nessuna assomiglia alle mie e a quelle della mia infanzia, nonostante la forma.

Empanadas: cosa sono

Le empanadas potrebbero essere paragonate (solo alla vista) ai nostri sofficini.

L’impasto però è fatto con farina di mais bianco, spesso colorata con semi di onoto.

Il loro sapore è delizioso ed unico e per me non esiste una giornata al mare che si rispetti senza una empanada mangiata con i piedi pucciati nel mare.

Le empanadas, sempre e solo per la forma e l’aspetto, potrebbero ricordare anche dei piccoli panzerotti, da cui differiscono comunque anche per il tipo di pasta impiegata.

Di seguito ne riporto come sempre la ricetta, anche se, a voler essere sincera, ho provato a farle milioni di volte con scarsissimi risultati, forse per la mancanza dei giusti ingredienti necessari per il loro ripieno.

Il ripieno e l’impasto si devono preparare separatamente.

Per una decina di empanadas gli ingredienti necessari saranno i seguenti:

  • 300 gr di farina di mais bianca precotta 
  • acqua tiepida
  • 4 o 5 semi di onoto
  • 2 cucchiai di olio
  • 4 cucchiai di zucchero grezzo

In caso utilizziate la farina di mais giallo non dovrete ricorrere ai semi di onoto nè all’olio.

Cosa c’è dentro las empanadas?

Le empanadas possono essere farcite con diversi e numerosissimi ripieni, che sarebbe preferibile aver già pronti prima di cominciare a preparare l’impasto.

Per la massa mescolate acqua e farina nelle proporzioni di un quarto di litro d’acqua ogni 300 gr di farina.

Nell’acqua dovrete avere aggiunto in precedenza mezzo cucchiaino di sale.

Per colorare l’impasto potrete mettere 4 o 5 semi di onoto in un pochino di olio bollente, lasciandolo sul fuoco per pochi secondi e poi privando l’olio dai semi.

L’olio così colorato verrà aggiunto all’impasto, che acquisterà il colore giallo ocra tipico delle empanadas.

Se utilizzerete la farina gialla precotta non sarà necessario questo ultimo procedimento.

Lavorate l’impasto fino a quando sarà diventato morbido e compatto, ma tale da potersi staccare con facilità dalla superficie (in Venezuela le “empanadere”, utilizzano come base fogli di plastica inumidita per evitare che la massa si incolli sul loro piano di lavoro).

Aggiungete lo zucchero grezzo e continuate ad impastare per amalgamare tutti gli ingredienti e poi dividete l’impasto ottenuto in 10 parti uguali tra loro.

Mettete ognuna di queste parti su un piano e con le dita un pò umide schiacciatele in modo da appiattirle e dar loro la forma di un cerchio di circa 10-12 cm di diametro e lo spessore di un paio di mm.

Ora dovrete procedere con il ripieno, che posizionerete, nella dose di un cucchiaio da tavola nel centro di ogni disco di impasto ottenuto.

Una volta inserito il ripieno ripiegate su loro stessi i cerchi trasformandoli in semicerchi e premete lungo il bordo per fare aderire bene i due bordi sovrapposti.

Mettete quindi las empanadas in una pentola con l’olio già ben caldo e friggetele, avendo cura di prepararne una, massimo due, alla volta perchè la farina di mais si appiccica facilmente.

Varianti delle empanadas criollas:

Le empanadas criollas possono essere “de queso” (di formaggio), “de pollo” (di pollo), “de cazón” (un piccolo squalo), “de carne” (di carne), o anche versione “pabellón criollo”, ovvero straripante di tutti gli ingredienti previsti nel piatto nazionale venezuelano: carne mechada (letteralmente carne sfilacciata, sminuzzata), caraotas negras (fagioli neri), platano e arroz blanco (riso bianco).

(Si ringraziano “La cucina Venezuelana”, Mariarosa Alfieri – Bruno Bosso, Calderini, 1995 ed il portale “Venezuela Tuya”). 

 

Momento Amarcord:

las empanadas hanno accompagnato tutta la mia infanzia. Sono un cibo povero e comune, che viene preparato ovunque. Lo street food, così come abbiamo imparato a conoscerlo e apprezzarlo in Italia, in Venezuela esiste da sempre. E anche a scuola, nel cortile dell’istituto che frequentavano, al momento dell’intervallo, si levava un gran profumo di fritto e le empanaderas iniziavano a friggerne grandi quantità per noi bambini affamati.

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